Tutti da bambini abbiamo sognato di diventare calciatori e io devo dire ci sono riuscito.
Ho fatto per ben tre edizioni il torneo CSI e ho avuto l'onore di giocare anche allo Stadio Comunale ora Stadio "Goffredo Bianchelli".
Ho giocato con alcuni dei personaggi che hanno fatto la storia del calcio amatoriale senigalliese anni '80 come Caruso, 110 chili di peso, poca mobilità ma piedi a livello di un Maradona (Ho esagerato? Forse sì ma meno di quello che credete.)
Ho giocato con Mek, che è tuttora un grande amico, ma che allora era un Gattuso molto più cattivo in versione difensiva.
Al Mek della parte ludica del calcio non gliene fregava una benedetta cippa, lui sceglieva la sua vittima prima della partita, (di solito una delle due punte) e poi durante l'incontro la brutalizzava dall'inizio alla fine.
Col Mek si giocava a calcio sulla spiaggia anche ai Bagni XXXXXXX e devo dire che ci si divertiva assai di più lì che nei vari tornei pseudo-seri.
Ogni volta che arrivava una comitiva di nostri amici dal Settentrione, la prima cosa che Mek urlava ai nuovi arrivati era "Sfida!!!!".
I poveracci mettevano giù le borse dato che erano appena arrivati in treno, si spogliavano e iniziavano quella che loro pensavano fosse un'allegra sgambata tra amici.
Salvo poi capire alla prima entrata del Mek essere tutt'altro che un'allegra sgambata tra amici.
Una volta i nostri amici di Milano portarono un loro amico.
Arrivarono al mare direttamente dalla stazione e Mek prima di dire ciao lanciò il guanto di sfida.
Il nuovo arrivato si atteggiava a campioncino e ai primi tocchi indovinava qualche tunnel e qualche colpo di tacco.
Questo di solito rendeva il Mek molto nervoso e io che lo conoscevo lo esortavo a stare calmo.
Al terzo o quarto tunnel gratuito però il Mek si spinse a centrocampo e appena "il fenomeno" prese palla il Mek lo attaccò nel buzzigo della mondezza (che stava pericolosamente al centro del campo) con un tackle dei suoi.
Il poveraccio ricorse alle cure dei sanitari e se la cavò con alcuni punti di sutura presso il locale pronto soccorso.
Un altro con cui ho giocato era PG noto personaggio equivoco della zona.
Era un portiere dagli ottimi mezzi atletici ma incline alla "cappella".
Quando si giocava alla capanna portava con se un bottiglione da due litri pieno di tè.
Lo metteva dietro la porta e ogni tanto tracannava.
Gli dicevamo "PG ma non ti rende nervoso tutto quel tè", e lui "No no andate tranquilli".....dopo alcuni mesi scoprimmo che il contenuto della bottiglia non era tè ma un amabile Verdicchio dei Castelli di Jesi.
Infatti ultimamente incassava dei goal che neanche Dida........
Anch'io sono stato tesserato in qualche torneo.
Tra l'85 e il 90 ne ho fatti tre mi pare e il mio ruolo era "Tappabuchi delle riserve".
Io non avevo ruolo perchè ero incapace in ogni reparto, ma sulla carta ero un mezzo centrocampista avanzato.
Venivo convocato solo se mancavano le riserve e le riserve delle riserve.
Era frustrante.
Era frustrante anche perchè se in panchina eravamo in due, io e un difensore e stavamo perdendo 2 a 0, il mister che spesso non esisteva, se si faceva male una punta, non faceva entrare me che ero un centrocampista ma l'altro che era un terzino.
Questo cari miei è razzismo! Anche gli incapaci hanno diritto di fare uno scampolo di partita!
Per fortuna poi che non esisteva il secondo portiere altrimenti invece di far entrare me avrebbero messo dentro lui.
Comunque avete capito, io entravo solo se l'alternativa era giocare in 10.
Una volta verso il finire degli anni '80 giocammo una partita al Vallone contro una forte squadra senigalliese.
C'era una grossa epidemia di influenza quindi il patron della squadra, nonchè sponsor, nonchè parrucchiere di Senigallia che al tempo aveva il negozio a fine corso, mi convocò e mi disse:
"Quilly non puoi mancare lo sai che io mi fido di te" tipica frase di circostanza, anche perchè o si fidava o giocava in dieci dal momento che eravamo undici contati.
Andai lì in una delle rarissime volte che partìì dall'inizio.
Mancava il centrale difensivo e venni schierato io in quel ruolo.
Al mio fianco avevo il Mek che per me era come il padre per il bambino in quel momento.
Alla mia destra c'era PP un picchiatore che il Mek in confronto era un educanda.
Il Mek era duro, PP era un assassino.
Gli avversari erano un ottima squadra ma non li avevamo mai visti giocare.
Davanti avevano due attaccanti, uno piccolino e uno alto e grosso.
Dato che il Mek era più basso di me decidemmo che lui prendeva il piccoletto e io quello più robusto.
Ho dimenticato di dire che uno dei miei pregi fondamentali nel gioco era la velocità.
Ero talmente veloce che quando la squadra attaccava io difendevo e viceversa poichè non riuscivo mai a ritornare in posizione.
Avevo fatto più volte il record italiano dei duecento metri,........... nei cento però.
Diciamolo ero una lumaca.
Iniziò la partita e il mio attaccante F. era una furia!
Non solo aveva uno scatto bruciante, un cambio di passo da giocatore di categoria, una forza fisica non comune, aveva anche un ottima tecnica.
Anche il Mek aveva il suo da fare ma dopo un paio di stecche il suo attaccante sembrava un agnellino.
Noi eravamo una squadretta e subivamo molto.
Dopo dieci minuti cadde una palla sulla tre quarti, io avevo dieci metri di vantaggio sul mio uomo e pensai "Questa la prendo io e la rinvio dove capita", non feci in tempo a finire il pensiero che il bastardo era già sulla palla fece due passi e schiocco una frustata all'incrocio dei pali, imparabile per Marco P , il nostro portiere.
Il Mek mi guardò come per dire che non c'era nulla da fare....che amico.!
Dopo poco ancora F sulla palla al limite spalle alla porta.
Io lo tenevo tra me e la porta di spalle cercando di non farlo girare.
Lui fece una piroetta si girò e quando mi girai anch'io il pallone rotolava in goal.
A fine partita scoprì che mi aveva fatto un tunnel.
Sul 2-0 abbassarono il ritmo.
Finì il primo tempo e qualcuno della mia squadra minacciò di non rientrare se continuavo a giocare io.
Iniziò il secondo tempo.
Palla al centro.
Loro affondarono sulla sinistra e misero in mezzo una palla tesa e abbastanza alta.
Io tentai di anticipare il mio attaccante andando in elevazione.
In realtà saltai non più di dieci centimetri, a differenza di lui che con un balzo felino al limite dell area piccola schiacciò in rete un gran goal di testa.
La partita era pressochè finita.
Verso la fine però una palla dal centrocampo si alzò a campanile verso il limite della nostra area.
Capìì il movimento e in spaccata con un anticipo prodigioso anticipai il solito avversario che probabilmente dopo tre goals realizzati non aveva più stimoli.
Ebbi però la sfortuna di prendere la palla non di collo pieno ma di stinco e quest'ultima invece di dirigersi verso il centrocampo fece una palombella che finì la sua corsa nell'incrocio dei pali alle spalle di Marcop.
Un autogoal di rara bellezza.
Il mio uomo fece tre goals io un autogoal.
Verso la fine poi PP "l'assassino", che non poteva menare me, mise la ciliegina sulla torta della partita.
Dalla loro parte c'era un antipatico, perfettino e frequentatore di ambienti di chiesa (l'opposto di ciò che eravamo noi quindi) che ci stava non poco sulle palle.
Io non menavo mai ma quando incontravo lo stronzo non disdegnavo di alzare il gomito.
Il tipo in occasione di un calcio d'angolo a pochi secondi dalla fine dice ai suoi compagni di non esagerare poichè la lezione ormai ce l'avevano data ed era inutile infierire.
Mi fece lievemente incazzare poichè il mittente principale della presa per il culo ero io.
Batteronono l'angolo, mi avvicinai a lui e mentre la palla era al culmine della parabola saltai con lui e gli stampai il gomito nei denti fingendo che la cosa fosse fortuita.
Una gomitatina innocente.
Lui si gettò a terra come se gli avessero sparato.
Mentre era a terra il pallone rimbalzò vicino alla sua testa, e vicino al "killer" PP.
PP era in trance agonistica e aveva gli occhi iniettati di sangue, vide il pallone e a pochi centimetri da quest'ultimo la testa dello stronzo.
Non ci pensò un attimo e rinviò con forza, non il pallone, ma la testa del testa di minchia!
Da una parte questo fu un bene poichè il malcapitato dopo una tale tranvata nella zucca si dimenticò della mia gomitata.
Si alzò in piedi e andò verso PP che gli disse piano "Così impari testadimerda!".
Poi PP si girò verso l'arbitro che stava già arrivando col cartellino in rosso in mano e allargando le braccia si scusò dicendo "Arbitro non ci ho fatto apposta".
Uscìì dal campo e fu come svegliarmi da un incubo.
Il Mek, unico tra gli altri, si avvicinò mi diede una pacca sulla spalla e disse "Quilly poteva andare peggio!".
Io risposi "Certo potevo fare quattro autogol!".
In questo post ho usato spesso la frase "il mio uomo". Per chi non capisce di calcio vorrei spiegare che si tratta di una similitudine sportiva per intendere "l'avversario che marcavo io"...meglio specificare....non si sa mai!





