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martedì, 20 gennaio 2009
author: quilly @ 06:08
category: calcio, milan, berlusconi, mercato, kakà, manchester city, biscardi
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Finalmente l'incubo è finito. Il campione rimane e il popolo adorante può andare a dormire tranquillo.
"Ho fatto una scelta con il cuore, i soldi non sono tutto nella vita".
Forse è per questo che il giovanotto guadagna nove milioni di euro all'anno.
"Poteva andare a guadagnare il doppio e sistemarsi per tutta la vita", ha gracchiato il presidentissimo Berlusconi.

Peccato che molta Italia, compresa quella precaria, cassaintegrata e piccolo borghese che inneggiava a lui sotto le sue finestre, pensi che per sistemarsi per l'intera esistenza basti una settimana di stipendio del ragazzo di Brasilia che gioca a calcio come un Dio.

Lo sceicco, questa volta non del terrore, che aveva offerto al calciatore quindici milioni di euro all'anno e alla società dai cento ai centocinquantamilioni di euro è dovuto battere in ritirata come probabilmente mai in vita sua.
Stavolta il Milan hanno traballato, anche perchè da quelle parti quando si parla di soldi al posto delle pupille compare la scritta $ come succedeva a Zio Paperone quando fiutava un affare a Paperopoli.

Sappiamo che il palestrato Piersilvio, che si appresta a salire al timone di tutto l'impero tra una trentina d'anni, quando l'augusto padre si ritirerà dagli affari, non è così entusiasta degli oltre centomilioni di euro di debito che la società ha accumulato e questa sarebbe stata un occasione speciale per dare un colpo di spugna definitivo ai "buffi".

Però anche l'immagine conta. E Silvio è uomo orgoglioso.
Con l'ennesimo coup de theatre, ieri sera ha telefonato alla trasmissione di Aldo Biscardi, anziano biscazziere del calcio caduto in disgrazia e ora relegato a bofonchiare in "processi del Lunedì" a Televattelappesca o Telericcione libera.
L'antico fulvo crinito conduttore ha annunciato tremante che c'era il presidente del consiglio in persona desideroso di dare un'annuncio alla nazione.
Per un attimo il collegamento è sembrato cadere e l'Aldone nazionale è diventato terreo. Poi d'improvviso la voce del sovrano ha pervaso l'etere.
Da una qualche villa in giro per l'Italia il sire ha sentenziato: "Data l'antica amicizia che si lega voglio qui annunciare....che Kaka....rimane...al Milan".
Scene di giubilo nello studio. Anziani imbecilli ad esultare, stringere i pugni alle soglie della commozione. Biscardi felice come una pasqua vedeva l'audience raggiungere livelli di una finale mondiale.

Intanto Kakà in finestra sventolava la sua maglia numero 22, piangeva e lanciava l'ambito indumento ai disoccupati, cassaintegrati e precari sottostanti che inneggiavano e ringraziavano.
Scene da un'Italietta da dimenticare. Poco importa che Bankitalia abbia annunciato per il prossimo anno un Pil giù del 2% e che Tremonti abbia fatto spallucce. Chissenefrega se nel 2009 i disoccupati aumenteranno di qualche milione di unità. Qual'è il problema se molte aziende chiuderanno e ci sarà un massiccio ricorso alla Cassa Integrazione. Piangiamo di gioia, Kakà rimane con noi. C'è mancato poco che qualche TG lanciasse edizioni straordinarie, o magari è successo e io me le son perse. Forse anche a Gaza, se qualche televisore è rimasto integro, hanno pianto di gioia. Il Milan conta tifosi anche da quelle parti. Sono convinto che pure nelle favelas brasiliane si è ballato il samba all'annuncio.

"E' stata una scelta anche spirituale, il giocatore è molto religioso".
Accontentati anche i prelati e i monsignori. Una slisciata di pelo anche all'Italia bigotta e clericale non fa mai male.
Tutto rimane come prima anche se i cento milioni avrebbero fatto comodo mannaggia.
Non pensiamoci però. Quel che conta è che il campione sia qui e che i tifosi per un attimo guardando verso quella finestra ai piani alti dimentichino di guardare la merda che ormai è arrivata a due centimetri dal loro mento.
Panem et circensis.
"Habemus Kakà" e andiamo a letto felici.

Quilly
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