QUI TROVI I VOLANTINI DEL CRITICAL MASS DA SCARICARE

Cari amici,
come tutte le persone che si portano dietro uno zaino carico di sfiga, avremo una settimana fredda e piovosa.
Questo mi rattrista poichè se il tempo fosse stato bello e primaverile il Critical Mass avrebbe avuto un seguito maggiore.
Non importa però, massimo lo rimanderemo di una settimana, forse di due.
Tutti stanno parlando di questa iniziativa, la cui scintilla scocco una sera di Luglio dello scorso anno nel mezzo del Fontanone davanti alla Rotonda, in una sera spazzata da un torrido garbino estivo.
Quanto ci sembrava lontano allora l'inverno a me e al maestro Chiox, che ci vedevamo per la prima volta.
Era la prima riunione del Meetup di Senigallia.
Sono passati sette mesi ma mi sembrano sette anni.
Io non conoscevo il Critical Mass, non ne avevo mai sentito parlare.
Chiox invece era molto ferrato sull'argomento e ne disquisimmo per tutta la sera pensando a quanto sarebbe stato importante concretizzare un evento simile a Senigallia.
Non sapevamo nemmeno se ci saremmo rivisti.
Nel corso dei mesi anche con l'aiuto di Laura, Andrea, Jbom, Ziaele e altri nacque il Movimento Lento Ciclabile Senigallia, quello della tartaruga gialla e nera con le ruote da bicicletta.
Parlammo molto di viabilità, traffico e qualità dell'aria nel corso dei mesi, sia alle riunioni al Bubamara che nel Meetup e capimmo a inizio gennaio che i tempi erano maturi.
Inizialmente non tutti ci appoggiarono e ci fu un po' di scetticismo attorno a noi che col tempo però si attenuò in quanto gli apprezzamenti e le adesioni superarono di gran lunga le critiche.
Ora siamo alla vigilia di questo evento di civiltà e sensibilizzazione.
Per quanto mi riguarda, il salire sulla mia bicicletta e andare in giro per Senigallia come faccio abitualmente non significa che odio le automobili, odio il comune, odio Ceresoni, detesto Mangialardi o ce l'ho con tutti quelli che circolano su veicoli a motore.
Semplicemente la città deve capire che esiste anche un mondo diverso da quello degli automobilisti, che è quello composto da chi va in bici, chi va a piedi, chi va in pattini o chi va su una sedia a rotelle.
Io ho la macchina e la uso spesso.
A volte porto addirittura mia figlia all'asilo a duecento metri da casa mia con la mia autovettura.
Sono io il primo contro il quale protesto.
Analizziamo la nostra vita, contiamo le volte che prendiamo la macchina e chiediamoci su dieci volte quante volte non avevamo alternative.
Sicuramente almeno due o tre volte potevamo farne a meno, questo vuol dire che potremmo ridurre minimo del trenta per cento il traffico urbano.
Visti i tempi non è poco.
Domenica sono andato con le mie figlie e mia moglie in città a piedi e ho visto solo tetti di macchine.
Gente incastrata ore e ore in strada a litigare con la moglie che gli urla nelle orecchie.
Facile parlare, dicono alcuni, quando uno abita in centro o in prima periferia, ma se si abita fuori città?
Semplice, si parcheggia al Ciarnin, alle Saline, al Vivere Verde, al Borgo Ribeca o al Cityper e si viene in città a piedi.
Io penso che sia anche una questione di rispetto.
La libertà delle persone finisce quando intacca quella altrui.
Ognuno è libero di andare con la macchina fino a mezzo metro dalla scuola del figlio, o davanti alla porta del fornaio o a tre metri dal corso dove fare la passeggiata, nessuno però ha il diritto per la sua pigrizia di farmi respirare un'aria di piombo o di negarmi lo spazio per girare con la bici senza aver paura di essere scaraventato in un fosso o contro un muro.
Cos'è la libertà?
Libertà di inquinare e intasare strade?
No, la libertà è mirare ad una città diversa, dove i cittadini non chiedano solo diritti ma obblighino se stessi a fare qualcosa per migliorare le condizioni di salute e qualità della vita per se e per gli altri.
I politici dal canto loro possono fare ben poco.
Due cose però voglio chiedere ai nostri amministratori.
Di essere innovatori e di non avere paura di fare scelte impopolari per paura di perdere il consenso.
Noi le proposte le abbiamo, ne abbiamo tante e le proporremo nelle sedi opportune.
Ultimamente abbiamo avuto anche il sostegno di Luca Mercalli, insigne metereologo che stimiamo molto, e le sue parole sono state un grande sprone.
Vogliamo scendere in Piazza stavolta, senza clamori, senza enfasi, ma con compostezza e fermezza per rivendicare i nostri diritti e impegnarci a svolgere i nostri doveri di cittadini.
Io spero solo una cosa in fondo di vedere Piazza Roma piena di biciclette, skateboards e quant'altro.
Sarebbe un raggio di sole in un pomeriggio di marzo grigio di smog e pioggia.
P.S Se dovesse diluviare ovviamente rimanderemo, ma voi venite comunque.
Quilly

Cari amici,
come tutte le persone che si portano dietro uno zaino carico di sfiga, avremo una settimana fredda e piovosa.
Questo mi rattrista poichè se il tempo fosse stato bello e primaverile il Critical Mass avrebbe avuto un seguito maggiore.
Non importa però, massimo lo rimanderemo di una settimana, forse di due.
Tutti stanno parlando di questa iniziativa, la cui scintilla scocco una sera di Luglio dello scorso anno nel mezzo del Fontanone davanti alla Rotonda, in una sera spazzata da un torrido garbino estivo.
Quanto ci sembrava lontano allora l'inverno a me e al maestro Chiox, che ci vedevamo per la prima volta.
Era la prima riunione del Meetup di Senigallia.
Sono passati sette mesi ma mi sembrano sette anni.
Io non conoscevo il Critical Mass, non ne avevo mai sentito parlare.
Chiox invece era molto ferrato sull'argomento e ne disquisimmo per tutta la sera pensando a quanto sarebbe stato importante concretizzare un evento simile a Senigallia.
Non sapevamo nemmeno se ci saremmo rivisti.
Nel corso dei mesi anche con l'aiuto di Laura, Andrea, Jbom, Ziaele e altri nacque il Movimento Lento Ciclabile Senigallia, quello della tartaruga gialla e nera con le ruote da bicicletta.
Parlammo molto di viabilità, traffico e qualità dell'aria nel corso dei mesi, sia alle riunioni al Bubamara che nel Meetup e capimmo a inizio gennaio che i tempi erano maturi.
Inizialmente non tutti ci appoggiarono e ci fu un po' di scetticismo attorno a noi che col tempo però si attenuò in quanto gli apprezzamenti e le adesioni superarono di gran lunga le critiche.
Ora siamo alla vigilia di questo evento di civiltà e sensibilizzazione.
Per quanto mi riguarda, il salire sulla mia bicicletta e andare in giro per Senigallia come faccio abitualmente non significa che odio le automobili, odio il comune, odio Ceresoni, detesto Mangialardi o ce l'ho con tutti quelli che circolano su veicoli a motore.
Semplicemente la città deve capire che esiste anche un mondo diverso da quello degli automobilisti, che è quello composto da chi va in bici, chi va a piedi, chi va in pattini o chi va su una sedia a rotelle.
Io ho la macchina e la uso spesso.
A volte porto addirittura mia figlia all'asilo a duecento metri da casa mia con la mia autovettura.
Sono io il primo contro il quale protesto.
Analizziamo la nostra vita, contiamo le volte che prendiamo la macchina e chiediamoci su dieci volte quante volte non avevamo alternative.
Sicuramente almeno due o tre volte potevamo farne a meno, questo vuol dire che potremmo ridurre minimo del trenta per cento il traffico urbano.
Visti i tempi non è poco.
Domenica sono andato con le mie figlie e mia moglie in città a piedi e ho visto solo tetti di macchine.
Gente incastrata ore e ore in strada a litigare con la moglie che gli urla nelle orecchie.
Facile parlare, dicono alcuni, quando uno abita in centro o in prima periferia, ma se si abita fuori città?
Semplice, si parcheggia al Ciarnin, alle Saline, al Vivere Verde, al Borgo Ribeca o al Cityper e si viene in città a piedi.
Io penso che sia anche una questione di rispetto.
La libertà delle persone finisce quando intacca quella altrui.
Ognuno è libero di andare con la macchina fino a mezzo metro dalla scuola del figlio, o davanti alla porta del fornaio o a tre metri dal corso dove fare la passeggiata, nessuno però ha il diritto per la sua pigrizia di farmi respirare un'aria di piombo o di negarmi lo spazio per girare con la bici senza aver paura di essere scaraventato in un fosso o contro un muro.
Cos'è la libertà?
Libertà di inquinare e intasare strade?
No, la libertà è mirare ad una città diversa, dove i cittadini non chiedano solo diritti ma obblighino se stessi a fare qualcosa per migliorare le condizioni di salute e qualità della vita per se e per gli altri.
I politici dal canto loro possono fare ben poco.
Due cose però voglio chiedere ai nostri amministratori.
Di essere innovatori e di non avere paura di fare scelte impopolari per paura di perdere il consenso.
Noi le proposte le abbiamo, ne abbiamo tante e le proporremo nelle sedi opportune.
Ultimamente abbiamo avuto anche il sostegno di Luca Mercalli, insigne metereologo che stimiamo molto, e le sue parole sono state un grande sprone.
Vogliamo scendere in Piazza stavolta, senza clamori, senza enfasi, ma con compostezza e fermezza per rivendicare i nostri diritti e impegnarci a svolgere i nostri doveri di cittadini.
Io spero solo una cosa in fondo di vedere Piazza Roma piena di biciclette, skateboards e quant'altro.
Sarebbe un raggio di sole in un pomeriggio di marzo grigio di smog e pioggia.
P.S Se dovesse diluviare ovviamente rimanderemo, ma voi venite comunque.
Quilly





