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domenica, 03 febbraio 2008
author: quilly @ 08:42
category: decrescita, latuouche
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Il Pianeta Terra sta colando a picco, questo è ormai evidente.
Consumiamo infinitamente più di quello che riusciamo a smaltire.
Lo smaltimento avviene con metodi medievali e affatto benefici per la nostra salute vedi discariche o inceneritori.
I gas di scarico stanno avvolgendo con i loro malefici effetti tutte le città del globo, tanto che a Pechino 2008 per le imminenti Olimpiadi gli atleti correranno con una specie di maschera anti-gas (purtroppo amici non è una battuta).
Produciamo e consumiamo a ritmi vertiginosi per il beneficio di pochi anzi di pochissimi.
In Italia, e c'è chi sta molto peggio, Il 45% della ricchezza è in mano al 10% della popolazione.
Nel 2000 la percentuale era del 40%, di questo passo tra pochi anni la metà della ricchezza prodotta in Italia sarà in mano a una ristretta cerchia di individui che è dimostrato hanno in spregio ogni regola ambientale e etica.
La torta mondiale sta finendo, le risorse sono limitate, proprio adesso che al banchetto si stanno per sedere anzi si sono già seduti due tipi dall'appetito formidabile, India e Cina.
Il mondo occidentale non vuole mollare l'osso mentre i due neo-colossi essendo molto affamati cercano di strapparglielo a viva forza.
Ogni giorno in Tv commentatori di tutte le parti politiche si stappano le vesti perchè la produzione e i consumi stanno calando.
Dovrebbero esserne contenti invece, poichè l'unica via d'uscita a questa situazione è la decrescita.
Dobbiamo rinunciare a qualcosa, anzi a molto, se non vogliamo rinunciare a tutto in futuro.
Il problema probabilmente non riguarderà noi ma i nostri figli ai quali si prospetta un futuro difficile.
Bisogna tornare indietro.
Dobbiamo tendere ad uno stile di vita diverso.
Spegniamo il televisore e annulliamo il bombardamento mediatico che ci induce ad acquistare cose di cui non abbiamo il minimo bisogno ma che ci sembrano indispensabili.
Mettiamo la macchina in garage e riscopriamo il gusto di fare una bella pedalata coi nostri figli.
Anche quando è freddo, anche quando fanno due gocce d'acqua e anche per percorrere distanze non brevissime.
Cento anni fa le automobili erano rarissime eppure le persone si muovevano e comunicavano lo stesso.
Stringevano amicizie, coltivavano affetti e non erano più infelici di oggi.
Smettiamola di pensare che se non abbiamo un telefonino di ultima generazione, una macchina a sei ante o la borsa griffata siamo inferiori agli altri.
Iniziamo a premiare i nostri fornitori dal momento in cui andiamo a fare la spesa.
Acquistiamo il più possibile prodotti locali e di stagione.
Aderiamo ai GAS (Gruppi d'Acquisto Solidale) questa splendida realtà in cui gruppi di persone si uniscono per acquistare a costi ridotti e a ottima qualità, prodotti direttamente dal contadino, dal produttore o dall'allevatore.
Quando andiamo in un negozio a fare acquisti, consideriamo anche l'imballaggio e scegliamo a parità di qualità coloro che non ci appioppano chili di polistirolo o quintali di plastica.
Non sprechiamo l'acqua e non tiriamola ogni volta che andiamo in bagno,(non puzza se chiudete il coperchio) possiamo risparmiare fino a 60 litri di acqua pro-capite al giorno se facciamo attenzione.
Il cambiamento più grande però deve avvenire nella nostra testa.
Non sappiamo fare più nulla.
Chi di noi sa piantare una patata, coltivare una melanzana, incannare un pomodoro, tirar su un muro, riparare un tetto, allevare un maiale, aggiustare una bicicletta o un motorino, mettere a posto un sifone?
Pochi molto pochi.
Sappiamo destreggiarci tra byte e bit, non ci fa paura mandare un messaggio mms, ma se naufragassimo in un isola deserta non sapremmo procacciarci il cibo ne costruirci un riparo per la notte.
La società ci propina tutto per farci diventare schiavi di tutto.
I nostri figli vanno a scuola, diventeranno dottori o veline, ma non sapranno piantare una rosa.
Ma a cosa serve, obbietterete , piantare una rosa.
Serve a capire come nasce una vita, a comprendere la bellezza della natura e il ciclo della vita stessa.
Serve ad offrirla a una persona a cui vogliamo bene o a farla macerare in una pozzanghera gettata via per una delusione.
Serve infinitamente di più riappropriarsi di quelle funzioni per cui siamo venuti al mondo che costruirsi una vita di plastica chiusi nei nostri bozzoli a fianco a sconosciuti vicini di pianerottolo.
Avevamo un grande futuro davanti, grazie alle nuove tecnologie, alle nuove invenzioni che hanno fatto grande il Novecento.
Non abbiamo saputo sfruttarle e le abbiamo anzi rese nocive a noi e al pianeta.
Avevamo un grande futuro.
Ora è dietro le nostre spalle.


P.S. IL POST DELLA CENA PIAGA/QUILLY E' DI SEGUITO A QUESTO ED E'INTITOLATO PIZZETTA 2
AGGIORNATEVI!