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domenica, 20 gennaio 2008
author: quilly @ 23:04
category: traffico, chiox
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Dall'amico Roberto Chiostergi detto Chiox, virtuoso chitarrista e  membro del Meetup Senigallia riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera aperta su traffico e viabilità che sottoscriviamo pienamente dalla prima all'ultima riga.






Il traffico nella nostra città è insostenibile, l’aria che respiriamo è talmente inquinata che ci ritroviamo ad essere la seconda città nella triste classifica di quelle più inquinate della regione Marche (ridicola la risposta dell’assessore Ceresoni al Corriere Adriatico, secondo la quale ciò è dovuto al posizionamento della centralina, come se spostandola in altre zone come lo Stradone Misa, via Cellini o via Capanna, viale IV Novembre ecc. potesse cambiare qualcosa e comunque offensiva per i cittadini che abitano in prossimità della centralina, come se per loro dovesse essere scontato respirare aria fortemente inquinata…).
Le strade sono invase da automobili e ciclomotori che sfrecciano a velocità pericolosa di giorno e specialmente di notte, parcheggiano ovunque, incuranti degli ostacoli che creano, irrispettosi di regole, divieti, limiti, semafori…
Sicuramente questa è la cartina al tornasole di una cattiva educazione civica, dilagante in ogni settore della vita pubblica.; di mancanza del rispetto delle più elementari regole della vita comune. Per quanto riguarda le strade, è evidente l’abuso dei mezzi di trasporto privato che risponde solo in parte a criteri di necessità e pone non solo problemi di circolazione stradale, ma mette seriamente a repentaglio la salute pubblica.
Gli anziani in particolare sono esasperati da questa situazione, abituati come erano in passato, a vivere la città senza porsi il problema del traffico. Assistiamo ogni giorno alle loro difficoltà nell’attraversare le strade, destreggiarsi tra le automobili parcheggiate sui marciapiedi che li costringono a dover scendere dagli stessi e camminare pericolosamente in mezzo alla strada.
A Senigallia i più deboli non sono tutelati, mentre vengono favoriti i comodi di chi usa con arroganza  i mezzi di locomozione senza comprenderne i limiti di impiego.
La risposta al problema del traffico non può essere quella di agevolarlo allargando le strade, eliminando i semafori, rendendolo ancora più veloce (i politici preferiscono, più eufemisticamente, “scorrevole”, parola vuota di significato come “sostenibile”, ecc.).
La strada intrapresa (è davanti agli occhi di tutti) non riduce la congestione delle strade, dalle quali vengono banditi definitivamente i pedoni e i ciclisti, ghettizzati nelle isole pedonali o nelle piste ciclabili, quando si potrebbero ricavare dei percorsi protetti all’interno delle strade esistenti, riducendo e non incrementando gli spazi per le macchine.
Le statistiche dicono che  circa il 16% della popolazione maggiore di 18 anni non ha la patente, ovviamente non ce l’hanno i minori di 18, e in molte famiglie non c’è una macchina per ogni patente. Basta fare due conti per comprendere quanta gente è obbligata a camminare, ad andare in bicicletta o usare i mezzi pubblici.
Il Sig. Sindaco, qualche anno fa rispose ad una petizione, in modo offensivo per i mittenti, che considerava dei “privilegiati”, degli snob che usano la bicicletta come alternativa, per scelta o per possibilità, non per bisogno… le sue parole: testuali: “… si tratta di trovare un punto di incontro tra due esigenze che debbono poter convivere: quella di chi deve usare l'auto e quella di chi, o per scelta, o per possibilità, ritiene preferibile l'uso di mezzi alternativi e non inquinanti”.
Pedoni e ciclisti debbono convivere con gli automezzi e non tentare di sopravvivere ai pericoli che questo comporta. La loro non è una scelta alternativa, un po’ snob, ma una scelta cosciente, consapevole di chi riconosce l’impossibilità, per un sano, democratico, civile uso degli spazi comuni, di un uso indiscriminato dei mezzi privati a motore.
Invitiamo i nostri Amministratori a percorrere qualche itinerario a piedi o in bicicletta, come i comuni cittadini che non hanno alternative per muoversi, così da rendersi conto di persona che quanto detto risponde a un dato di fatto oggettivo.
Vengano in via Capanna, provino ad attraversare la strada, o la bretella del campus scolastico; proseguano poi in viale IV novembre, via Petrarca, lo stradone Misa, il semaforo che porta dietro l’ospedale… non è sicuro nemmeno quello, perché chi lo ha programmato ha pensato bene di sincronizzare il verde per i pedoni e le macchine contemporaneamente (e non è l’unico).
Bisogna poi sperare che le macchine non passino con il giallo o, peggio, con il rosso quando è già scattato il verde per i pedoni che devono affrettarsi ad attraversare in quella manciata di secondi che hanno a disposizione. Pochi semafori hanno il cicalino per i ciechi. Facciano l’esperienza di percorrere, anche per brevi tratti, l’Arceviese, la Corinaldese, via Cellini, via Mattei, le Saline… dove per non rischiare è meglio usare l’auto o accontentarsi delle poche corse dei mezzi pubblici, puntualmente in ritardo.
Facciano pure un po’ di slalom tra le macchine parcheggiate in seconda fila o in divieto lungo via Pisacane o via Cavallotti anzi, prendano un passeggino o una carrozzina e si mettano nei panni di una mamma o di un handicappato…
Ci vuole del fegato per vivere da pedoni in questa città, dove assai raramente si vede qualche vigile che controlla e, quando ci sono, sembra che certi comportamenti vengano tollerati, forse anche per un senso di rassegnazione…
Reputo inutile mettere gli autovelox appostati dietro i cassonetti della Statale, che servono parzialmente da deterrente e sono utili solo per le casse del Comune, ma “distraggono” i vigili dal compito di controllo del traffico urbano e non educano gli automobilisti e i motociclisti al rispetto delle regole e alla convivenza con pedoni e ciclisti. Così come è sciocco comminare multe per lo scadere del pagamento della sosta (sarebbe più giusto far pagare eventualmente la differenza rispetto a quanto già pagato…come avviene in Comuni più civili) mentre ci sono auto parcheggiate sui marciapiedi, in seconda fila, nei parcheggi riservati agli handicappati, sulle zebre, per non parlare dei soliti privilegiati (amministratori pubblici, polizia e carabinieri) che, come sempre più spesso accade di vedere, con un senso ancora più grande di stizza ed impotenza, danno il peggiore esempio di inciviltà sulle strade.

Per questo proponiamo

Di rendere le strade più sicure:
a.    limitando la velocità a 30-40 Km/h su tutto il territorio comunale;
b.    creando dossi artificiali in prossimità dei passaggi pedonali e sui percorsi rettilinei per scoraggiare l’accelerazione della velocità;
c.    l’adozione di “semafori intelligenti”, già presenti in molte città, che diventano rossi se i mezzi superano la velocità consentita;
d.    l’adozione di semafori con chiamate pedonali a richiesta;
e.    la messa in sicurezza dei marciapiedi, da rendere invalicabili alle automobili con divieto assoluto di sosta sugli stessi per i ciclomotori;
f.    tolleranza zero per le infrazioni.

Abilitare tutte le strade cittadine alla percorrenza in doppio senso di marcia per le biciclette. Con percorsi ciclabili protetti inseriti nel contesto stradale esistente.

Incentivazione delle bici pubbliche e loro presenza in parcheggi scambiatori auto-bici, bus-bici.

Incentivazione del trasporto pubblico con piccoli bus navetta da e verso i borghi, da e verso i parcheggi scambiatori.