author: quilly @ 07:37
category: ultras, senigallia, vigor senigallia, ragazzi della nord
comments: commenti (3)(popup)
category: ultras, senigallia, vigor senigallia, ragazzi della nord
comments: commenti (3)(popup)

I miei pomeriggi, a domeniche alterne, dal 1978 al 2003 li ho passati allo Stadio Comunale di Senigallia a seguire la Vigor.
Dapprima non molto assiduamente, poi dal 1985 al 2000 con assolutà frequenza, non mi sono perso una partita casalinga dei miei beniamini e qualche volta sono andato anche in trasferta.
Oggi però non voglio parlare di calcio in senso stretto ma dei personaggi che, negli anni hanno affollato i gradoni dello Stadio senigalliese in veste di tifosi della squadra rossoblù.
L'idea di scrivere questo post me l'ha data Andrea Scaloni amministratore insieme ad altri del blog Popinga ,un blog molto interessante dove si trattano temi di politica locale e nazionale.
Ci siamo conosciuti con Andrea tramite Skype. Mi ha riconosciuto dalla foto e mi ha detto "Mi ricordo che tu andavi a vedere la Vigor, perchè non fai un post su quei personaggi che popolavano gli spalti del Comunale a quei tempi".
Come ho fatto a non pensarci prima!
Sui tifosi della Vigor ci si potrebbe scrivere un enciclopedia, io mi limiterò a scrivere un post dedicato a quelli più....."particolari" e "bizzarri".
Uno di quelli che mi vengono subito in mente è colui che noi chiamavamo "Il barbiere".
Non è che lo chiamavamo così perchè faceva il maniscalco o il ciabattino.
Questo soprannome derivava dalla sua professione che era appunto quella di parrucchiere o più volgarmente barbiere.
Lui si metteva all'inizio della tribuna coperta.
Era ed è, e probabilmente frequenta ancora il campo, un omone di grande stazza.
Guardava, a quei tempi, la partita in piedi e incitava i giocatori con la sua voce stentorea.
Si piazzava lassù nell'ultimo gradone e noi dalla curva sentivamo anche i suoi sussurri.
Aveva i capelli a caschetto e una faccia enorme e rubiconda.
Credo che molto spesso fosse da solo e visto prima e dopo la partita sembrava un uomo molto tranquillo.
Quando iniziava l'incontro però si trasformava, senza però, occorre dirlo, essere mai volgare.
Potevi sentirlo urlare dopo una grande giocata di quel tale attaccante "Pieri ti amoooooooooooooo" oppure "Goldoni ti adoroooooooo" dopo che il biondo centrocampista indovinava un numero dei suoi.
Quando un giocatore avversario si gettava a terra e ci stava delle ore per perdere tempo lui attaccava con un acuto degno della Traviata: "Arbitrooooooooo non lo vedi che ti sta prendendo in girooooooooooo".
Ci mancava solo che urlasse "Nessun dormaaaaaaaaaaaaaa" e quelli di fianco avrebbero pagato il biglietto per vedere lui.
Lo chiamavamo "Il barbiere" ma avremmo dovuto soprannominarlo Pavarotti, poichè lui non faceva il tifoso, ma lo show-man con una voce tenorile di assoluto livello.
Capitava che il nostro portiere parasse un rigore e lui poteva urlare un "Portiere ti bacereeeeeeeeeeeeei" e la gente dal Borgo Bicchia arrivava e chiedeva cosa era successo!
Il barbiere mi ha fatto sganasciare per anni, poi verso la fine della mia frequentazione lo sentivo ogni tanto aggiungere qualche parolaccia. Forse con gli anni si era un po'incattivito, ma posso dire di non averlo mai sentito criticare un giocatore vigorino.
Un altro bel fenomeno di cui nella mia cerchia parliamo spesso è PP, che ha un attività commerciale nel centro di Senigallia.
Tifoso vigorino, ma non ne sono certo, incarna il prototipo del senigalliese tipo.
Qualunque cosa accada non va mai bene. Critico fino alla fine.
Se una partita viene vinta 7-0, lui è pronto a dire "Si va ben ma l' m'dian ha fatt n'par d pasaggi sbajati"....
Una volta andammo a Sant'Angelo in Vado a vedere la Vigor.
Arrivammo tardi e da dietro la porta, vicino all'ingresso, vedemmo in tribuna PP rotolare dai gradoni con il cappello e gli occhiali che rotolavano anche loro.
Era successo che un difensore vigorino, non un fenomeno, avesse fatto un cappellone causando il gol della Vadese.
Lui PP che di solito non aspettava altro urlo a squarciagola "M. io nun c'l ho sa te ma sa chi t'ha fatt giuga al palon.....ch't piass un colp!".
Sfiga volle che uno di quelli che aveva maggiormente contribuito ad instradare M sulla via del calcio, cioè il padre uomo dal carattere fumantino, era giusto dietro di lui.
Lo corcò infatti di botte e l'esile PP non potè far altro che rotolare giù dai gradoni come una lattina di birra vuota.
Immaginatevi le risate di tutto lo stadio!
Un altra volta PP era vicino a noi.
A quei tempi nella Vigor giocava un certo centrocampista: Da Col.
Era bravo, aveva dei buoni numeri ma alla Vigor non rese come doveva.
Ad un certo punto la Vigor beneficia di una punizione da circa quaranta metri dalla porta o forse qualcosa meno.
Da Col sistema la sfera e prende un abbondante rincorsa.
PP è gia in ebollizione ed esclama: "Tant n'vurai tirà in porta da malì.......ma co'sei testa d'cazz"....
Da Col tira una fucilata e azzecca il sette. Un goal strepitoso!
Tutti esulatano, tranne PP che è affranto.
Si gira verso il mio amico Oscar ed esclama "Che cularott!" che in senigalliese significa "Che fortuna sfacciata!".
Non ho mai capito se PP fosse un tifoso vigorino o una "gaggia " al soldo degli avversari stipendiata per farci perdere.
(FINE DELLA PRIMA PARTE - CONTINUA)
Dapprima non molto assiduamente, poi dal 1985 al 2000 con assolutà frequenza, non mi sono perso una partita casalinga dei miei beniamini e qualche volta sono andato anche in trasferta.
Oggi però non voglio parlare di calcio in senso stretto ma dei personaggi che, negli anni hanno affollato i gradoni dello Stadio senigalliese in veste di tifosi della squadra rossoblù.
L'idea di scrivere questo post me l'ha data Andrea Scaloni amministratore insieme ad altri del blog Popinga ,un blog molto interessante dove si trattano temi di politica locale e nazionale.
Ci siamo conosciuti con Andrea tramite Skype. Mi ha riconosciuto dalla foto e mi ha detto "Mi ricordo che tu andavi a vedere la Vigor, perchè non fai un post su quei personaggi che popolavano gli spalti del Comunale a quei tempi".
Come ho fatto a non pensarci prima!
Sui tifosi della Vigor ci si potrebbe scrivere un enciclopedia, io mi limiterò a scrivere un post dedicato a quelli più....."particolari" e "bizzarri".
Uno di quelli che mi vengono subito in mente è colui che noi chiamavamo "Il barbiere".
Non è che lo chiamavamo così perchè faceva il maniscalco o il ciabattino.
Questo soprannome derivava dalla sua professione che era appunto quella di parrucchiere o più volgarmente barbiere.
Lui si metteva all'inizio della tribuna coperta.
Era ed è, e probabilmente frequenta ancora il campo, un omone di grande stazza.
Guardava, a quei tempi, la partita in piedi e incitava i giocatori con la sua voce stentorea.
Si piazzava lassù nell'ultimo gradone e noi dalla curva sentivamo anche i suoi sussurri.
Aveva i capelli a caschetto e una faccia enorme e rubiconda.
Credo che molto spesso fosse da solo e visto prima e dopo la partita sembrava un uomo molto tranquillo.
Quando iniziava l'incontro però si trasformava, senza però, occorre dirlo, essere mai volgare.
Potevi sentirlo urlare dopo una grande giocata di quel tale attaccante "Pieri ti amoooooooooooooo" oppure "Goldoni ti adoroooooooo" dopo che il biondo centrocampista indovinava un numero dei suoi.
Quando un giocatore avversario si gettava a terra e ci stava delle ore per perdere tempo lui attaccava con un acuto degno della Traviata: "Arbitrooooooooo non lo vedi che ti sta prendendo in girooooooooooo".
Ci mancava solo che urlasse "Nessun dormaaaaaaaaaaaaaa" e quelli di fianco avrebbero pagato il biglietto per vedere lui.
Lo chiamavamo "Il barbiere" ma avremmo dovuto soprannominarlo Pavarotti, poichè lui non faceva il tifoso, ma lo show-man con una voce tenorile di assoluto livello.
Capitava che il nostro portiere parasse un rigore e lui poteva urlare un "Portiere ti bacereeeeeeeeeeeeei" e la gente dal Borgo Bicchia arrivava e chiedeva cosa era successo!
Il barbiere mi ha fatto sganasciare per anni, poi verso la fine della mia frequentazione lo sentivo ogni tanto aggiungere qualche parolaccia. Forse con gli anni si era un po'incattivito, ma posso dire di non averlo mai sentito criticare un giocatore vigorino.
Un altro bel fenomeno di cui nella mia cerchia parliamo spesso è PP, che ha un attività commerciale nel centro di Senigallia.
Tifoso vigorino, ma non ne sono certo, incarna il prototipo del senigalliese tipo.
Qualunque cosa accada non va mai bene. Critico fino alla fine.
Se una partita viene vinta 7-0, lui è pronto a dire "Si va ben ma l' m'dian ha fatt n'par d pasaggi sbajati"....
Una volta andammo a Sant'Angelo in Vado a vedere la Vigor.
Arrivammo tardi e da dietro la porta, vicino all'ingresso, vedemmo in tribuna PP rotolare dai gradoni con il cappello e gli occhiali che rotolavano anche loro.
Era successo che un difensore vigorino, non un fenomeno, avesse fatto un cappellone causando il gol della Vadese.
Lui PP che di solito non aspettava altro urlo a squarciagola "M. io nun c'l ho sa te ma sa chi t'ha fatt giuga al palon.....ch't piass un colp!".
Sfiga volle che uno di quelli che aveva maggiormente contribuito ad instradare M sulla via del calcio, cioè il padre uomo dal carattere fumantino, era giusto dietro di lui.
Lo corcò infatti di botte e l'esile PP non potè far altro che rotolare giù dai gradoni come una lattina di birra vuota.
Immaginatevi le risate di tutto lo stadio!
Un altra volta PP era vicino a noi.
A quei tempi nella Vigor giocava un certo centrocampista: Da Col.
Era bravo, aveva dei buoni numeri ma alla Vigor non rese come doveva.
Ad un certo punto la Vigor beneficia di una punizione da circa quaranta metri dalla porta o forse qualcosa meno.
Da Col sistema la sfera e prende un abbondante rincorsa.
PP è gia in ebollizione ed esclama: "Tant n'vurai tirà in porta da malì.......ma co'sei testa d'cazz"....
Da Col tira una fucilata e azzecca il sette. Un goal strepitoso!
Tutti esulatano, tranne PP che è affranto.
Si gira verso il mio amico Oscar ed esclama "Che cularott!" che in senigalliese significa "Che fortuna sfacciata!".
Non ho mai capito se PP fosse un tifoso vigorino o una "gaggia " al soldo degli avversari stipendiata per farci perdere.
(FINE DELLA PRIMA PARTE - CONTINUA)





