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giovedì, 29 ottobre 2009
author: quilly @ 20:42
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Domenica siamo andati a Gorgovivo.
Eravamo una quarantina capeggiati dal comandante
Piaga.
La gita che ha coinvolto senigalliesi di tutte le età di ogni sesso, razza ed estrazione sociale aveva lo scopo di farci vedere da dove arriva la nostra acqua del rubinetto. E questo era lo scopo principale che però è diventato secondario. Lo scopo secondario invece, che però è diventato principale era quello di farci una bella merenda organizzata dal comandante Piaga stesso e dal solerte Fabrizio a base di formaggi e salumi regionali.

Comunque abbiamo visitato le sorgenti che sono nel Comune di Serra San Quirico, proprio vicino a dove passa la superstrada. Ci ha guidato nella visita l'ottimo custode Aristeo che ci ha spiegato nei dettagli come quest'acqua preziosa sgorga dalla roccia e arriva nei nostri rubinetti.
Abbiamo percorso un chilometro in una stretta galleria che ci ha condotto fino alle sorgenti all'interno del monte Revellone.

Mia figlia Arianna è rimasta talmente colpita che da domenica rifiuta categoricamente l'acqua in bottiglia di plastica e vuole solo quella del rubinetto, quella che ha visto uscire dalle rocce ed essere intubata per arrivare in tutte le case della provincia o quasi.

E' stata una visita molto significativa che ci ha fatto capire che bene prezioso sia l'acqua, e che bene prezioso sia quest'acqua così pura, così naturale e che arriva così in breve tempo nelle nostre case.

Non riusciamo a capire che fortuna abbiamo ad avere in casa nostra a prezzi stracciati un acqua di questa qualità e preferiamo acquistare un acqua che non si sa da dove viene, poco controllata e che gira tutta italia in bottiglie di plastica che rilasciano sostanze tossiche solo perchè pubblicizzata dalla miss Italia e dal fuoriclasse pallonaro di turno.

Il sapore di cloro che a volte sentiamo nella nostra acqua e che la rende un po'amara, può essere eliminato. Basta mettere l'acqua in una brocca di plastica, in frigo, a decantare per un paio d'ore e il cloro che è un gas evapora lasciando all'acqua di Gorgovivo il suo sapore di acqua pura di sorgente.

L'acqua è un bene prezioso, talmente prezioso che questo governo non poteva non approfittarne. Con uno dei soliti colpi di mano camuffati da decreto legge in settembre il ministro Fitto, già rinviato a giudizio per tangenti, peculato e quant'altro quando era presidente della regione Puglia, ha pensato bene di varare
un decreto che disciplina la composizione delle società che gestiscono i servizi pubblici locali.

Queste norme, incomprensibili a chi non abbia una laurea in legge, recitano in breve, che in futuro le società che amministrano i servizi pubblici non possano avere una composizione privata inferiore al 60%.
(link alla rassegna stampa)
E' il tanto agognato via libera alla privatizzazione dell'acqua. L'acqua diventa una merce e le Società per Azioni affilano gli artigli.

Si toglie ai Comuni la possibilità di gestire i servizi pubblici come acqua, luce e gas in autonomia. Spacciando per desiderio di aumentare l'efficienza e di tagliare le spese una mera mercificazione di un bene primario, il Governo regala l'acqua alle società di capitali.

Ma non tutto è perduto.
I Comuni possono modificare il loro statuto, trasformando l'acqua in "bene privo di rilevanza economica", in questo modo la gestione non è più nell'ambito governativo ma il bene viene valutato per la sua valenza ambientale, sociale e culturale.

Solo in questo modo i cittadini possono evitare la privatizzazione dell' "oro blu" come l'acqua viene definita ultimamente.
A questo scopo gli amici del
Gruppo Società e Ambiente hanno già iniziato a raccogliere le firme per una petizione volta a variare lo Statuto del Comune di Senigallia.

Vi esorto a chiedere informazioni, e a firmare questa petizione, perchè mai raccolta firme è stata più determinante di questa.

Se passa il concetto che l'acqua è una merce, che anche un diritto e un bene primario possono essere assoggettate alle regole del mercato non avremo più speranze. Per questo la vostra firma è fondamentale.

Faccio appello anche ai candidati sindaci Roberto Mancini, Fabrizio Marcantoni, Primo Gazzetti e ai candidati alle primarie del Partito Democratico Francesca Michela Paci e Maurizio Mangialardi, perchè inseriscano nel loro programma di governo l'adeguamento dello Statuto nel senso che ho sopra descritto.

L'acqua è di tutti e tale deve restare.

Un altra iniziativa meritoria e meritevole di attenzione è la distribuzione da parte di
Meetup e Movimento Lento Ciclabile di bottiglie di vetro con l'etichetta Acqua del Rubinetto dove si possono leggere i parametri chimico-fisici dell'acqua di Gorgovivo. Sabato mattina li troverete dalle 10 alle 12 in varie piazze del centro. Le bottiglie sono gratuite e contengono una lettera di padre Zanotelli
e un messaggio degli organizzatori sul problema della privatizzazione dell'acqua.

Stavolta bisogna esserci amici, senza se e senza ma.
lunedì, 19 ottobre 2009
author: quilly @ 18:51
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Il 25 Ottobre si voterà per le primarie del Partito Democratico. Qui troverai la tua sede elettorale e le istruzioni di voto.
Per quanto mi riguarda darò la mia preferenza al senatore Ignazio Marino che secondo me rappresenta l'unica e reale novità tra tutti i candidati.
Ignazio Marino è chirurgo di fama mondiale specializzato in trapianti.
Dal 2006 è diventato senatore come indipendente nel Partito Democratico.
Il mio voto va a lui, perche non ha un passato nè da ex-comunista, nè da ex-democristiano.
E' lontano da apparati e nomenclature nonchè la logiche di partito che hanno reso il Pd un partito macchinoso e burocratico dove le decisioni sono presi sempre dai soliti noti.
Iganzio Marino porta una ventata di novità. Finalmente dice cose di sinistra, ne sarebbe contento persino Nanni Moretti.
Si batte per il riconoscimento dei diritti civili,  della laicità dello stato, per una società basata sul merito, e per ottenere la parità tra i sessi nell'accesso ai ruoli di responsabilità alla guida del paese.
Si batte inoltre per la banda larga gratuita e per il superamento del digital divide.
La mozione Marino è senza dubbio la più innovativa, ambientalista e moderna.
Le cinque parole fondanti del suo programma sono:

APERTURA - CORAGGIO - MERITO - PROTEZIONE - LIBERTA'

Io andrò a votare per lui. Mi voglio fidare di quest'uomo
che non è cresciuto nella segreteria di un partito, che viene dalla società civile e che si batte per quei valori che da sempre sono i miei valori.
Leggete il suo programma e la sua mozione, ne rimarrete colpiti.
Secondo me è molto importante andare a votare domenica per le primarie.
Secondo me è molto importante votare per Ignazio Marino.
Secondo me.....






domenica, 11 ottobre 2009
author: quilly @ 06:15
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Cari futuri candidati sindaci,
la città che vorrei dovrebbe avere meno macchine, asfalto e cemento e più spazi per ridere, vivere e incontrarsi. Ma mi dicono che non si può.
Che non si può tornare indietro, non si può fermare l'economia, non si può contrastare il progresso.

Se osservo attentamente un attimo però, mi accorgo che questo tipo di progresso economico arricchisce solo quattro speculatori che stanno davanti un bar a movimentare case e terreni edificabili e impoverisce tutti gli altri.
La città che vorrei dovrebbe essere più rispettosa dei bambini, dei disabili e degli anziani e non metterli davanti a limiti invalicabili e barriere insuperabili.

La città che vorrei non dovrebbe essere ostaggio del tempo che non c'è, perso alla ricerca di un parcheggio che non può esserci.
Le piazze e le vie vanno restituite alla gente.
La città che vorrei dovrebbe essere piena di alberi e di prati che danno ossigeno e felicità e non di rotatorie e nuove strade che regalano solo tristezza e aria malata.

La città che vorrei è una città partecipata, dove ogni singolo cittadino è attore della sua vita e non una città dove un esiguo gruppo di persone decide il destino di tutti sulla base degli interessi personali suoi e della sua cerchia.

La città che vorrei è una città che salvaguarda i terreni agricoli dall'avanzare dei palazzoni e delle villette a schiera, perchè quei terreni sono il nostro passato, ci hanno sfamato per secoli e, fate attenzione, in un mondo dove tutto può succedere potrebbero essere il nostro futuro.
La città che vorrei è quella che mantiene intatto il suo entroterra e la sua collina, una delle più belle del mondo, da un ignobile speculazione edilizia che presto si arrampicherà anche li.

La città che vorrei è quella che guarda avanti, ma che si volta pure indietro, a guardare la sua storia millenaria che trasuda da ogni colonna dei suoi portici e da ogni singolo sanpietrino.

La città che vorrei è quella delle belle piazze del centro riconsegnate agli apetti dei contadini che portano dalle campagne le loro mercanzie, ai banchi del pesce e della frutta, ai commerci e agli scambi.

La città che vorrei non è quella di alienanti centri commerciali che distruggono ogni altra attività di piccola impresa e si riempono di mamme urlanti che sembrano Mennea nella finale dei duecento alle Olimpiadi.

La città che vorrei è quella che non avrà un nuovo insediamento sul mare che assomiglia maledettamente ad una brutta città asiatica, progettata con un unico triste scopo: infilarvi dentro quanti più micro appartamenti possibili.

La città che vorrei è quella dell'integrazione con chi viene qui da molto lontano sperando in un futuro migliore e vive in abitazioni dignitose e pulite rispettando le nostre regole e le nostre leggi e non conducendo una vita da sfruttati alloggiando in venti in una squallida stanza.

La città che vorrei è quella degli stabilimenti balneari, che sono la nostra storia, ma anche delle spiagge libere che devono essere tutelate.
La città che vorrei è una città pulita dove tutti fanno il loro dovere per evitare un giorno di essere sommersi dai rifiuti o di dover ricorrere a inceneritori e nuove discariche.

La città che vorrei è la città dei cittadini.
Cittadini che non devono più voltarsi dall'altra parte quando sentono parlare di politica, ma anzi dire la loro, partecipare, combattere e se necessario protestare.

La nostra amica Luisa Del Grande diceva l'altra sera: "Al giorno d'oggi è diventato un vanto dire- Non mi occupo di politica".
Non occuparsi di politica dovrebbe essere una mancanza, una lacuna, un neo.

Al giorno d'oggi, come dice Luisa, è diventato un vanto.
La città che vorrei è quella in cui i cittadini riprendono l'amore per la politica, dove politica significa avere cura della città al fine di progettarla, riprendersela e viverla.

Non possiamo più delegare. Dobbiamo partecipare.
Questa è la città che vorrei e chiedo ai futuri candidati sindaci, sapendo bene che assomiglia molto alla Città Ideale o a Utopia.

Chiedo ai futuri candidati sindaci però, di tendere verso questo modello di città e di non ripetere gli errori, spesso irreparabili del passato.
Abbiamo un solo territorio, un solo paesaggio, una sola possibilità.
Non sprecatela e dateci una speranza.

Grazie.
Simone "Quilly" Tranquilli

venerdì, 09 ottobre 2009
author: quilly @ 17:18
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Ci sono giorni in cui non hai un cazzo da fare e la noia ti prende e ti sbatte contro un muro.
In quei giorni capiti in un bar di Senigallia e leggi un post di Andrea Scaloni su Logos....
E la noia aumenta a dismisura tanto da superare il livello di guardia. In quei giorni puoi essere anche in mezzo a un mercato....a Chiaravalle un venerdì mattina e ripensando a Logos e all'articolo di Scaloni del giorno prima, ti capita di prendere il telefono, per scongiurare quella noia che ti mangia lo stomaco e di telefonare allo stesso Scaloni.

"Scaloni, ho letto il tuo articolo di Logos, inneschiamo la polemica?" Il compagno di merende dall'altra parte del telefono non aspetta altro. "Ci sto!". Era dai tempi in cui proposi di andare tutti nudi alle Piramidi con il cartello "Associazione naturista amici di Topolanek" che non sentivo Scaloni così caricato a molla.

Scrivo il post lo pubblico e non c'è bisogno neanche di aspettare il batti e ribatti tra me e Andrea, la blogsfera rompe gli argini. Accuse a me di intolleranza e ad Andrea di opportunismo. Un fiume in piena. Non ci voglio tornare.

Questo post è solo per dire che è tutto uno scherzo, compreso il video di ieri per chi non l'avesse capito. Abbiamo giocato perchè non ci piace prenderci troppo sul serio. Ci piace ironizzare anche su noi stessi.
Poi Andrea da parte sua darà le risposte che ritiene più opportune a chi obbietta sul fatto che abbia scritto un articolo su un giornale che pochi giorni prima aveva definitio i blogger legati a doppio filo a questa amministrazione comunale e responsabili del degrado dell'informazione locale.

Purtroppo come dicevo a Maddechè io ho la testa per impiccio e mi ricordo a malapena di svegliarmi la mattina. Non fate troppo affidamento sulle mie doti. Sono superficiale e incostante.
Ma non intollerante, e chiunque mi conosce bene, sa benissimo che non mi sarei mai rivolto in quei termini contro una persona che ritengo amica o anche solo conoscente.

L'intolleranza non è nelle mie corde e anche se invado il web con le mie cazzate, mi spiace che un ragazzo che stimo come Malih ritenga che io non rispetti le altrui opinioni o che abbia la presunzione di sapere cos'è la destra o cos'è la sinistra, o cos'è giusto o sbagliato.

Dico a Malih, che so a malapena ritrovare la via che porta a casa mia, pensa se posso dare lezioni a qualcuno. Comunque era uno scherzo amici, ma vi ringrazio ugualmente per i vostri contributi e per i vostri commenti che restano comunque pensieri degni di nota. La polemica è chiusa, anche quella finta. Resta solo da fare una cosetta che se avremo tempo pubblicherò nel fine settimana......

Grazie!
giovedì, 08 ottobre 2009
author: quilly @ 21:13
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LETTERA MINATORIA A QUILLY, IN PERICOLO LA LIBERTA' D'ESPRESSIONE



 
 



 
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