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mercoledì, 30 settembre 2009
author: quilly @ 22:04
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SABATO 3 OTTOBRE 2009
TUTTI A ROMA
MANIFESTAZIONE PER LA LIBERTA' DI STAMPA

Io non ci sarò......porca troia!!!!

info qui
lunedì, 21 settembre 2009
author: quilly @ 20:04
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Ecco il link al Gruppo

Per tutti coloro che ritengono l'approvato progetto dell'architetto Paolo Portoghesi di edificazione sull'enorme area liberata dalla Sacelit-Italcementi , un'epocale occasione sprecata per abbellire ed arricchire la città di una proposta moderna e competitiva e, in quanto tale, uno scempio delle grandi potenzialità del luogo, dal momento che interessa uno dei più bei angoli di Senigallia, situato tra il centro storico e la darsena.

Un punto strategico e fortemente rappresentativo, nuova promettente vetrina della città.
Soprattutto lamentiamo lo scarso coinvolgimento pubblico sulla definizione di un progetto per un'area che modificherà non poco il volto della città, anche e soprattutto nell'interesse del turismo.
In estrema e personale sintesi si tratta di: un grande hotel a 5 stelle di dubbia utilità (forse, di per sé, l'unica architettura non brutta), una serie di edifici abitativi di 7 piani imponenti e sgradevoli, una piazza in stile “centro commerciale” che pretende di essere un secondo Foro Annonario o "piazza sull'acqua" (che però non vede), un grande giardino sotto la "elle" dei palazzi che assume una dimensione condominiale. Il tutto stilisticamente mal coordinato all'interno del complesso stesso, tanto da sembrare diversi progetti scollegati.

A peggiorare ai nostri occhi le intenzioni del progetto, la balorda retorica di "vendita" che paragona gli edifici abitativi, alle "gentili architetture militari del cinquecento marchigiano" (capolavori di architettura che a distanza di secoli impreziosiscono le città della regione), mentre invece ricordano a molti la famigerata Torre Velasca di Milano (ma qui sono 5..!!). Un progetto che né si integra con l'esistente bellezza (quella sì, gentile) del territorio, né osa proporre soluzioni di una bellezza innovativa, o perlomeno di un gusto moderno che non sfiorisca in una stagione (immaginatevelo fra 15 anni, o anche meno), per assestarsi su una mediocrità estetica, semmai dignitosa per una zona di nuovo insediamento, leggasi periferia (in effetti sembra un banale progetto edilizio e non il disegno di un'area strategica per il futuro del turismo), di certo inadeguata a caratterizzare l'area tra il centro storico e la darsena.

Non dimentichiamone l'ampiezza, non si tratta di un singolo edificio. Inoltre, nessuna delle immagini diffuse colloca l'opera nel contesto reale, così da permettere di farsi un'idea. E' un appello a tutte le persone interessate alla bellezza e al godimento della vivibilità di Senigallia, abitanti e non, che a vario titolo e secondo le diverse sensibilità, si sentono di partecipare alla crescita di un dibattito su ciò che sorgerà in quest'area centrale e marittima che ci riguarda tutti, nonostante la scarsa pubblicità comunale.

Perlomeno per esprimere contrarietà se non ci piace, anche se non ci è stato chiesto, contribuendo se possibile e secondo le diverse formazioni personali, con osservazioni e alternative, circostanziate e costruttive. Tenendo presente non solo l'aspetto estetico del progetto ma anche quello funzionale, soprattutto per ciò che riguarda lo spazio pubblico.

Detto questo anche solo il numero dei partecipanti al gruppo è importante per capire quanto alla gente (non) piace il progetto, sempre tenendo conto che in Facebook non ci siamo tutti. L'intento del gruppo non è aprioristicamente di opposizione all'attuale amministrazione, che per altre operazioni si vuole encomiabile, ma di reazione ad un progetto importante nel definire il futuro aspetto della città e che agli occhi di molti pare semplicemente brutto e dalla dubbia funzionalità.

Controproducente, a maggior ragione per una località turistica. Un ultimo punto, non per importanza, fin qui trascurato, è quello della sostenibilità ecologica e del consumo energetico. Non vi sono accenni di nessun tipo alla bioedilizia o alla bioclimatica, e visto lo spazio dedicato ai riferimenti prestigiosi e alle giustificazioni storico artistiche del progetto, vien da pensare che la loro assenza nella retorica di supporto, sia dovuta ad una loro totale assenza nella progettazione. Sarebbe una mancanza grave per una realizzazione moderna e di qualità, quale questa vuole essere.
lunedì, 21 settembre 2009
author: quilly @ 06:32
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Cazzo che giorno triste.
Cade un mito degli anni Ottanta, uno di quei miti che reputi inattaccabili come Che Guevara, Tex Willer e l'Ovetto Kinder.
Sto parlando di Rocco Siffredi autentico idolo di tutti gli adolescenti degli anni Ottanta e Novanta.

Molti consideravano Rocco un grande attore che veleggiava tra metodo Strasberg e metodo Stanislavsij. Per altri invece era un "attore del cazzo" ma questo per lui non era propriamente un limite...anzi.
Lo vedevamo negli anni Ottanta io e la mia compagnia nei peggiori cinema di tutta la provincia.

Nei primi film non si presentava mai nei titoli di testa con il suo nome ma con esplicativi pseudonimi cme Peter Asta o John Grosso e chi doveva capire....capiva.
In quei cinema pieni di fumo e con poca gente vedevamo Rocco lavorare sodo nel grande schermo e lo ammiravamo per il suo grande attaccamento al lavoro e per il suo ancor più grande attaccamento alla gnocca.
E allo stesso tempo solidarizzavamo con la malcapitata di turno che questo attaccamento lo subiva...sia fronte che retro.

E ricordo bene una volta, quando al cinema Rossini, questo attaccamento di Rocco al lavoro, la sua partner lo subì dietro.
Noi guardavamo attoniti, non capendo come un pezzo di carne così grosso potesse entrare in una fessura cosi piccola, e una volta entrato uno di noi con un gemito urlò "Ahiii"....come fosse lui la vittima di quell'angheria.

Ricordo bene quella sera in cui andammo al cinema tutti insieme a vedere un film di quelli in cui non c'è troppo bisogno di capire la trama.
Mancava solo il mio amico Massimino.
Arrivò a metà del primo tempo e non vedendoci urlò a squarciagola il mio nome da una parte all'altra del cinema.
A quei tempi avevo vent'anni e andare a vedere quel tipo di film, non era un attività di cui andavo propriamente fiero.
Sentirmi cosi leso nella privacy mi fece un po vergognare e per vendicarmi mi alzai in piedi sulla sedia e mi misi ad urlare "Siiiii, sono qui M... S...... di anni 21, abitante via M...... al n° 37 e figlio di R.S e di S.A....nullafacente, militesente, automunito....", però non usai logicamente le iniziali, ma i nomi per esteso che qui non posso riportare per ovvi motivi.
Massimino non ci rimase bene e mi restitui il saluto l'altro ieri.

Il gestore del cinema ce l aveva con noi perchè fumavamo e allungavamo i piedi nei sedili davanti.
Una sera entrò e ci redargui proprio nel mezzo di un orgia con gemiti e scene anali.
Un nostro amico si girò verso di lui e gli disse "Ha ragione....siamo un po'viziati...".
Detta così non fa ridere ma vi assicuro che ci sbellicammo fino a un paio d'anni fa ogni volta che ricordavamo quella scena.

Poi i cinema conobbero il loro declino ma noi continuiammo ad ammazzarci di pippe con videocassette e dvd, e anche li Rocco era assolutamente una superstar.
Un lavoratore instancabile.
Quindi venne il momento dei siti porno che ci fecero buttare nel cesso computer nuovi di pacca distrutti da virus presi visitando quei siti di merda....nei quali Rocco ovviamente la faceva da padrone.
Non c'era mezzo di comunicazione o mass media in cui Rocco non stantuffasse come un mandrillo arzillo del Gabon..

Passarono gli anni e Rocco passò dall'altra parte della cinepresa, ma ogni tanto si dilettava ancora ad attaccarsi al lavoro dall'alto dei suoi 26 centimetri.
26 centimetri, misura inarrivabile per me che supero a malapena la metà.
Ma le donne che non ti vogliono fare sentire una merda dicono che le dimensioni con contano.... Sarà..

A me fa ridere il mio amico Rifugio che ogni volta che arriva uno che dice che le misure non contano nel sesso, lui lo stronca dicendo "Ecco un altro col complesso del cazzo piccolo".....
Ma torniamo a Rocco.
All'inizio ho detto che è caduto un mito, ma non ho spiegato il perchè.
Bene lo dico.
Rocco è indagato per evasione fiscale. All'inizio pensavo che lo avessero beccato alla frontiera sloveno-ungherese e dopo una perquisizione corporale gli avessero chiesto "Perchè non ha dichiarato il ciauscolo..?".

Invece Rocco ha proprio occultato redditi in Paradisi Fiscali.
Povero Rocco, dopo una vita da mito, piena di donne e con una tale fortuna davanti è scivolato su una buccia di ......banana...e aridaje.
Ma Rocco nè uscirà bene anche questa volta così come è entrato e uscito tante volte da tutti i buchi possibili e immaginabili. Cazzo! Un post come questo non poteva che iniziare con la parola cazzo e finire con la parola cazzo.... Cazzo!
venerdì, 18 settembre 2009
author: quilly @ 06:36
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Una vera tragedia oggi sulla strada che porta all'aereoporto di Kabul.
 
Una bomba enorme, 150 chili di tritolo ha polverizzato il blindato Lince e i cinque uomini che vi viaggiavano a bordo.
Sul secondo blindato c'è stata un ulteriore vittima e altri feriti.

Una tragedia.

Come quella che il 4 settembre 2009 causò 40 vittime civili, in seguito ad un attacco Nato scriteriato, nella provincia di Kunduz.

Una tragedia.

Come quella che il 6 maggio 2009, in seguito ad un raid Nato provoco la morte di 100 civili, in gran parte donne e bambini nella zona ovest di Kabul.

Una tragedia.

Come quella che il 6 novembre 2008, provocò la morte di 40 civili, quasi esclusivamente donne e bambini, nella provincia di Kandahar, sempre in seguito ad un raid aereo delle forze di coalizione.

Una tragedia.

Come quella che il 22 Agosto 2008, segnò il destino di 76 civili afghani, molti bambini, ad Herat, in seguito ad un raid interforze della coalizione.

Una tragedia.

Come quella che a Ghora, nella provincia di Hellmand, causò la morte di 120 persone in seguito all'ennesimo raid aereo Nato.

Una tragedia.

Come all'inizio di quest'anno, quando l'offensiva israeliana su Gaza, provocò 773 morti civili di cui 109 donne e 333 bambini.

Ogni giorno in Afghanistan ci sono decine di morti.
Molto spesso la colpa di questi uomini, donne, anziani e bambini è quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Ma qui, nella comoda Italia, ci accorgiamo che c'è un Afghanistan solo quando i morti sbarcano a Ciampino con le bare fasciate nel tricolore.

Politici che esprimono il loro cordoglio.
Giornalisti che firmano corsivi strappalacrime.
Quando ci sono morti italiani però.
A quel punto scattano il patriottismo peloso e le lacrime di coccodrillo.
La retorica imbecille del senso del dovere  e delle forze di pace armate fino ai denti.
Quando ci sono morti italiani non si parla d'altro per giorni.
Se le vittime sono invece afghane le notizie sfumano nel giro di un secondo.

Come se davanti alla morte, specie di un bambino, conti qualcosa la nazionalità o la razza.
Meglio affollare quindi i tg di tagliatelle ai quattro formaggi o dell'ultima sceneggiata berlusconiana.

Sono tragedie.

Ma se le vittime sono italiane, lo so
no ancora di più.
domenica, 13 settembre 2009
author: quilly @ 09:35
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mezzacanaja

Il Mezza Canaja chiude e molti ne sono profondamente contenti.
Magari sono quelli che esultano alla notizia che si farà una Complanare che asfalterà chilometri quadrati di campagna e allo stesso tempo urlano come le belve perchè quelli del Mezza attaccano un manifestino che pubblicizza un concerto rap.

Oppure sono quelli che si incazzano per la Plage Sauvage ma che non li hai mai sentiti profferire parola contro gli enormi conflitti di interessi di certe giunte di centro sinistra.

Il Mezza Canaja è sempre nel torto, è a volte lo è anche per me non dico di no. Ma ora che chiude quell'abominevole casermone in riva al mare con quei disegni strani e orrendi, ma se li guardi bene neanche tanto, il mio cuore è colmo di tristezza.

Perchè nei miei vent'anni che sono stati vent'anni fa, avrei voluto vedermi in un posto come quello e parlare di politica, musica, figa piuttosto che vivere di nulla come ho vissuto in quel periodo.

Quando vado al Mezza Canaja a qualche iniziativa da loro organizzata respiro una vera aria di libertà e di anarchia, un'aria profondamente ancorata nel nome anarchico che si sono dati. Senigallia, mezza ebrea e mezza canaja dove la canaja simboleggia l'anima anarchica della nostra città.

E' un centro sociale autogestito. Un gruppo che prende posizione. Che cerca di risolvere problemi e che spesso sbaglia.

Però vivaddio, la vera gioventù che mi fa triste, è quella che vedo spiaggiata davanti a qualche bar a sorseggiare improbabili vini di cui non sanno un cazzo in improbabili calici.
Quella gioventù che sa tutto delll'ultimo cellulare in commercio, dell' 'ultimo modello di Suv, dell'ultima scarpa della Nike uscita, ma non gli chiedere chi è il presidente della repubblica che non te lo sanno dire.

E io preferisco il Mezza Canaja, o addirittura quelli di Forza Nuova, perchè almeno costringono a pensare i loro cervelli bacati. Quei ragazzi che ho incontrato e studiato da lontano, hanno in testa un sogno, un utopia, e a vent'anni credo sia giusto così.

C'è sempre tempo perche qualcuno domani gli tarpi le ali. Dicevo ad un amica che quei ragazzi hanno "la rivolta tra le dita" e quella sede è la sede più adatta del mondo per ascoltare musica, incontrare gente, vivere, amare, soffrire e perchè no...sbagliare.

Sapendo che se si sbaglia insieme è sempre meglio che sbagliare da soli.

Il Mezza Canaja chiude e niente sarà più come prima, come ogni volta che qualcosa finisce.

Tra poco andrò lì mentre stanno portando via tutto.
Una mia conoscente a giorni finirà con la famiglia in mezzo ad una strada. Proviamo inisieme a trovare una soluzione senza che nessuno si faccia male.
Ma sotto i ponti nessuno deve andare.

Il Mezza Canaja chiude.
I ragazzi sono sereni, vanno incontro all'inevitabile con disincanto.
Tra qualche anno magari qualcuno di loro sarà consigliere del Pdl, e qualcun altro ancora sulle barricate. E' la vita.

E magari davanti a un bicchiere in un bar in riva al mare, diranno ai figli: "Qui c'era il Mezza Canaja....formidabili quegli anni....".

Il Mezza chiude e per chiudere anch'io questa nota voglio fare mia la frase che ho visto scritta da qualche parte da loro.

"E' stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati...".
Potete dirlo forte amici, la storia continua perchè non può finire qui.

Grazie di tutto anche del molto che non ho condiviso.

Quilly

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