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martedì, 28 aprile 2009
author: quilly @ 17:46
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LE SCARPE DA BOWLING


"Questo non è il Vietnam! E' il bowling, ci sono delle regole!"
Il grande Lebowski - 1998

Sera. Fine anni '80. Una comitiva di amici si avvia in un antico locale senigalliese sul lungomare dove si beve qualcosa e ci sono cinque splendide piste da bowling.
Mi pare fosse inverno o forse mezza primavera, di certo non estate. Fa parte della compagnia R. autentico personaggio del gruppo di mentecatti che usa in quegli anni ritrovarsi nei muretti davanti al bar Florida nei pressi della Rotonda. R. è un vulcano di iniziative nonostante la modesta statura ed è solito organizzare serate in discotece chiuse per ferie o cene in ristoranti falliti da anni.

Altra sua peculiarità è la puntualità. L'hanno visto spaccare il minuto per appuntamenti importanti, ma sbagliando clamorosamente il giorno, oppure arrivare con ritardi vicini alle due ore in adunate di quaranta persone che lo attendevano con la bava alla bocca ed esclamare "E' tardi..vero?" con un angelico sorriso che avrebbe generato un raptus in un maestro di Yoga tibetano. Quel pomeriggio che ricordo corredato da una noia simile ad un ergastolo forse proprio lui lancia l'idea del bowling. Una partita a bowling in un nebbioso pomeriggio di noia è come un colpo alla nuca per un condannato a morte bendato e legato in una sedia. Ma ci avviamo, convinti che ne so, di trovare il locale in macerie o al posto del bowling un Take Away cinese. Entriamo, e dopo qualche rapida partita a carte il bowling si libera e possiamo entrare in pista noi quattro o cinque sfigati adolescenti del tempo.

Calziamo le scarpe da giocatore di bowling, bicolori bianche e nere o rosse e bianche, tipo quelle di cuoio anni Quaranta. Inizia la partita e noi siamo veramente scarsi. Capita non di rado di fare strike ma nella pista accanto alla nostra perchè la nostra palla invece di procedere in linea retta, data la poca maestria nel maneggiarla rimbalza.

Succede non di rado che qualche fenomeno di noi faccia partire la boccia non in avanti ma all'indietro perchè nello slancio la fa sfuggire dalle dita mettendo a rischio l'incolumità del resto del gruppo seduto nei divanetti retrostanti. Inizia la partita e non avremmo beccato i birilli neanche se fossero stati a mezzo metro da noi e alti come una persona. Allora quel vero genio di Z. decide di movimentare la serata. C'è una sbarra elettronica che una volta che il tiratore ha eseguito il tiro, scende sulla pista e raccoglie i birilli rimasti. Questa sbarra si può azionare dalla consolle che abbiamo a disposizione in cabina di comando.

Ovviamente la sbarra va azionata manualmente qualora ci fosse stato qualche problema o se i fili dei birilli si fossero intrecciati e non durante il tiro del giocatore, altrimenti la palla incoccia nella sbarra facendo un cupo rumore metallico e mandando su tutte le furie il proprietario del locale che di solito accorre abbastanza infervorato a redarguire gli stronzi di turno. R. viene a volte a dire il vero preso un po' di mira e di solito non è il tipo che si incazza. E' il suo turno di tiro e scaglia la boccia con tutta la forza che ha in corpo. Appena la boccia lascia la mano di R. quel fenomeno di Z. aziona il pulsante e la sbarra scende in pista. "Sbaaaaang" la boccia a momenti storce la sbarra. R. ride assieme a noi, il proprietario del bowling si gira ma pensa ad un incidente di percorso. Noi alziamo la mano come per dire che è stato un infortunio e continuiamo la gara.

Turno successivo. R. ripete il tiro ma stavolta con ancora più enfasi e in perfetto stile. Z. preme il pulsante la sbarra scende e lo "Sbang" stavolta è veramente forte. Il padrone si gira capisce che stiamo facendo gli stronzi e lancia la più minacciosa delle occhiate. Non saranno tollerate altre puttanate. R. ride ma stavolta il sorriso è più amaro e condito con un "Dai ragazzi basta che il padrone si incazza...".

Terzo turno di tiro di R. Ce la mette tutta, lascia partire un autentica fucilata e Z. con grande, grandissimo, immenso sprezzo del pericolo preme il pulsante. La sbarra si abbassa e lo "Sbang" stavolta lo sentono dalla Rotonda al Ritz. Tutto il locale si gira verso di noi e il proprietario inizia a correre verso la pista con il cartellino rosso in mano. R. inizia a bestemmiare contro tutti i santi, il sorriso di qualche istante prima è misteriosamente scomparso, mentre noi ci copriamo la faccia non per vergogna o per nasconderci ma per celare le lacrime che ci vengono giù dal ridere. R. maledice Z. e tutto il suo albero genealogico, ci manda tutti quanti affanculo e continuando a bestemmiare asserisce che non vuole avere più niente a che fare con noi, prende il giubbotto e infila l'uscita.

Nel frattempo il padrone è da noi. Fa apprezzamenti sulle nostre madri e sull'integrità del nostro cervello, estrae il cartellino rosso e ci nega il permesso di continuare la partita. Logicamente ha ragione lui, quindi non fiatiamo. La noia si reimpossessa del pomeriggio e quindi di noi. Passiamo le seguenti due ore giocando a carte e a biliardo provando in tutti i modi di bucarne il panno con la stecca. Quando verso le sette e mezza vediamo riapparire R. sull'uscio con la faccia contrita.

Si avvicina al tavolo e RR. un'altro nostro amico inizia a ridere sguaiatamente, diventa tutto rosso e inizia a indicare R. verso il basso e ad urlare a squarciagola "Guardate, quel coglione si è dimenticato di togliere le scarpe da bowling.....". R. ci racconta che ha fatto tutto il lungomare con le scarpe bicolori bianche e rosse ai piedi, è arrivato in città e dopo una trentina di vasche per il corso ha incontrato un suo amico che gli ha detto "R. non è per farmi i cazzi tuoi ma dove cazzo vai con queste scarpe da ballerino di tango". R. che di solito è sempre impeccabile dal taglio di capelli, all'abbigliamento, alle scarpe si sente mancare.

Guardiamo lui contrito, guardiamo le scarpe veramente avulse dal resto del suo look e ridiamo come pazzi senza riuscire a respirare. Piumino Moncler, camicia a quadri, Levi's 501 e........scarpe bicolori bianche e rosse. Il pomeriggio è finito, tutti a casa vedere Domenica Sprint, una cena veloce e poi di nuovo a muffire in qualche localaccio. Per fortuna quel pomeriggio R. e Z. grazie a un paio di scarpe da bowling ci regalarono delle risate che mai più abbiamo dimenticato.

mercoledì, 22 aprile 2009
author: quilly @ 14:11
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DISTRIBUZIONE GRATUITA SHOPPERS IN TELA E IN CARTA ALLA CITTADINANZA

Gli attivisti del Meetup Senigallia e del Movimento Lento Ciclabile Senigallia effettueranno una distribuzione gratuita di shoppers in tela e in carta alla cittadinanza per sensibilizzare l'opinione pubblica all'uso di borse riutilizzabili in vece dei dannosissimi, e nocivi per l'ambiente, sacchetti di plastica monouso.

La consegna avverrà in modalità ciclabile e itinerante. I nostri attivisti si muoveranno in tutta la città (Corso 2 Giugno, Piazza Saffi, Piazza Roma, Centri Commerciali) per effettuare la consegna materiale degli shoppers e per consegnare volantini informativi e la copia di una lettera scritta al sindaco per chiedere che le buste di plastica monouso vengano al più presto messe al bando in tutto il territorio comunale come già avviene in alcuni comuni italiani.

Si ringraziano per il fondamentale apporto, il Comune di Senigallia, Mondo Solidale, i negozi-bio La Terra e il Cielo ed Emporio Alcatraz e le ditte Fiorini e Pierpaoli.
mercoledì, 15 aprile 2009
author: quilly @ 19:36
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Un facile test da fare sotto l'ombrellone (che non c'è...perchè a Senigallia fino al Primo Giugno i bagnini fanno festa!) stravaccati nello sdraio......per valutare il tuo indice di Quillità..

A - Sei in discoteca in cerca di gnocca, verso chi si posa il tuo sguardo da mandrillo?
  1. Sulla "dannata" tipo Asia Argento?
  2. Sulla "simpatica" tipo Michelle Hunzicker?
  3. Sulla "impegnata" tipo Maria Stella Gelmini?

B - Hai vinto una vacanza e devi scegliere una destinazione tra tre mete, per quale opti?
  1. La cosmopolita New York
  2. La lontana Sidney
  3. La moderna Dubai

C - Andam a magnà fori......ma n'do?
  1. Da Uliassi, caro ma indimenticabile
  2. Da Michele da Ale, a magnà na pizza al metro
  3. Da Lidio alla Buga......a facce 'no Special

D - Devo comprare la macchina e ho 30.000 euro a disposizione......
  1. Mi faccio un Suv contante + finanziamento rimango senza una lira ma almeno faccio il figo
  2. Faccio una macchina a metano da 15.000 euro e tengo in tasca gli altri 15.000
  3. Compro una Uno usata a 500 euro e mi tengo il resto in attesa di tempi migliori.

E - Vado in città......ma come?
  1. Con la bici o a piedi sono due passi.....
  2. Con lo scooter non ho voglia nè di camminare nè di cercare il parcheggio...
  3. Con il Suv, ho speso una barca di soldi e adesso dovrei andare a piedi?

F - Tutti al concerto dei......
  1. Pooh......
  2. Pink Floyd
  3. Tiziano Ferro

G - Tua moglie ti becca dentro la vasca da bagno con la vicina di casa

  1. Tento di suicidarmi affogandomi nell'acqua della vasca
  2. Dico bofonchiando "Non è come credi tu..."
  3. Fai finta di nulla ed esclami: "Cara mi passi l'accappatoio?"

H - Hai la possibilità di fare un salto indietro nel tempo.....in che periodo ti fai catapultare?
  1. Alla Corte del Re Sole
  2. Nella Roma Imperiale
  3. Nell' America degli Anni Trenta
I - In una donna cosa guardi....?
  1. Il cu...ore
  2. Gli occhi
  3. La balconata
L - Cosa avresti voluto fare da grande?
  1. L' Astronauta
  2. Il Calciatore
  3. Il Carabiniere
M - Ho sempre sognato...
  1. Di poter vivere senza lavorare
  2. Di avere uno Yacht di quaranta metri
  3. Di trombare dalla mattina alla sera
N - Il tuo motto è.....
  1. "Chi se fa l'affari sua torna sano a casa sua" - Don Buro nel film "Vacanze in America"
  2. "La saggezza è del saggio, l'incoscenza è del pazzo, stringi le chiappe e buonanotte al cazz...." - Frase di un film che non ricordo
  3. "...sto toccando il cielo con un dito? No sono tre metri sopra il cielo.." - dal film "Tre metri sopra il cielo"
O - Andiamo al cinema ma a vedere cosa?
  1. Profondo Rosso
  2. C'era una volta in America
  3. Titanic
P - Il mio animale preferito è....
  1. Il cane: fedele e giocherellone
  2. Il gatto: autonomo e sornione
  3. Il coniglio......in potacchio
Q - Scriverò sui muri...
  1. Ti Amo
  2. Passo Carrabile
  3. Silvio merda
R - Distendo i nervi con...
  1. Un ora di Yoga
  2. Un litro di birra
  3. Una sigaretta
S - Secondo me Dio......
  1. C'è
  2. Non c'è
  3. Boh!
T - L'erba del vicino è....
  1. Sempre più verde
  2. Verde come la mia
  3. Non so, basta che sia di buona qualità e che la fa girare quando la fuma....
U - Sarei voluto essere...
  1. Un fricchettone degli anni '70
  2. Uno Yuppie degli anni '80
  3. Un raver degli anni '90
V - Ti sei sempre chiesto perchè....
  1. L'Inter ha venduto Roberto Carlos per acquistare Pistone
  2. Gli Italiani votano Berlusconi
  3. Mangialardi non mette mai una cravatta che non sia catarifrangente
Z - Un proverbio senigalliese che ti rappresenta...
  1. S'nigaja mezza ebrea e mezza canaja
  2. Chi mal fa....mal pensa
  3. Nun è l'chiopp c'mazza la quaja.....ma la precision c'mazza l'piccion....

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mercoledì, 15 aprile 2009
author: quilly @ 18:16
category: bruce springsteen
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BRUCE SPRINGSTEEN di Lorenzo Beciani - Quarta Parte

link alle puntate precedenti

 

Nel 1986 esce l'album Tunnel of Love. E ancora il momento di una svolta. Come dopo The River, quando si aspettava l'album "rock" della consacrazione definitiva e invece è arrivato il cupo e inquietante Nebraska, così dopo Born in the USA logico sarebbe stato capitalizzare il successo planetario con un album simile. Invece Tunnel of Love sembra un concept album e, pure, straordinariamente autobiografico, come mai lo sono stati gli album di Bruce finora. Sembra la storia di un uomo in dubbio, che nel mezzo di una tempesta cerca un amore che lo guidi. Ma invece delle bellezze e del romanticismo del tunnel dell'amore, dove gli innamorati si stringono in barchette a forma di cigno, rimane solo il buio e la paura di essere rimasto solo. Qui Bruce scrive alcune delle sue canzoni più ispirate come Cautious Man, Walk Like A Man, Ain't Got You. Si capisce bene il tormento di un uomo baciato dal successo in grado di essere idolatrato in un concerto da 100.000 persone, ma incapace di difendere e proteggere i veri sentimenti e in definitiva il suo amore. Questa chiave di lettura sarà negata all'inizio da Springsteen, che sostenne che si trattava di storie universali (e su questo nessun dubbio) senza alcun richiamo alla sua vita privata. Invece il suo matrimonio stava andando in pezzi con la strafiga che veniva piano piano soppiantata nel suo cuore da una delle coriste che la "E" street band aveva utilizzato nel tour di Born in the USA, tale Patti Scialfa che di mestiere faceva la cantante sulla costa del Jersey e ha colto al volo l'opportunità di entrare nella band. Nel 1988 la loro storia viene resa pubblica con l'inevitabile divorzio, ma quello stesso anno la sua carriera è ad un punto di svolta fondamentale. Al termine del tour compiuto insieme a Sting e Tracy Chapman per Amnesty International, Bruce annuncia che dopo quasi vent'anni non avrebbe più suonato con la "E" Street Band e che i ragazzi erano liberi di accettare qualsiasi altra proposta. Lo schok della notizia fra i fan, soprattutto quelli della prima, ora fu enorme. Seguono cinque anni di assoluto silenzio fino al 1992 anno in cui viene annunciata l'uscita non di un album doppio, bensì di due album nello stesso giorno. Bruce nel frattempo si è trasferito in California (...I've bought a burgeois house on the Holliwood hills...), si è sposato con Patti Scialfa, ha messo al modo un figlio, insomma di cose ne ha fatte anche se molto lontano dai riflettori. Human Touch e Lucky Town (questi i titoli dei due album) raccontano tutto questo, un uomo felice che ha vissuto una vita "piena" e che trova ancora modo di emozionarsi e sorprendersi di fronte a quello che la vita stessa gli pone dinnanzi. Dal punto di vista musicale, diciamolo francamente, un mezzo disastro. Canzoni facili, arrangiamenti molto pop o quantomeno ammiccanti, insomma per la prima volta mancava il marchio di fabbrica del "E" Street sound e si sentiva. I musicisti messi insieme da Bruce per il tour vennero soprannominati dai fan "i pellegrini", tanto per non rendere impietoso il paragone con i membri storici della band. E fu un peccato perché le esibizioni live di Bruce di quel periodo sono fra le più tirate ed emozionanti, solo che non è supportato da una band degna di tal nome.
(continua)
domenica, 12 aprile 2009
author: quilly @ 08:41
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borgobicchia copia

Avviso ai naviganti: il seguente post contiene in forma di riassunto bignamizzato la trama del suddetto e succitato libro. Chiunque volesse acquistare quindi il volume e gustarselo in santa pace mentre espleta i suoi bisogni corporali è pregato di non proseguire nella lettura del post. Chiunque proseguisse è consenziente e vaccinato, la casa editirce declina ogni responsabilità (capito Bec?).
Proseguite nella lettura solo se maggiorenni, perchè nella trama bignamizzata vengono descritte crude scene di sesso che potrebbero turbare la psiche dei minori. Grazie!

Ultima storia della pentalogia "Libri sulla tazza del Water" questo "Borgo Bicchia Connection, vede al solito protagonista l'Ispettore Andrew Scaloni del BBPD (Borgo Bicchia Police Department).

Anche in questo avvincente romanzo lo Scaloni si avvale della collaborazione del suo vice Boris Gaspatko intrattabile giocatore di backgammon e biliardo, dell'agente di origine polacca Lukas Cekk e del pulcioso cane Billy sempre più in cerca di cagnoline in calore o di ossi da rosicchiare. Un "cameo" editoriale è rappresentato dalla presenza nella storia dell'autore stesso, il noto musicista e scrittore di origine scozzese Sid McQuilly che svolge il ruolo di agente sotto copertura.

Borgo Bicchia è un amena frazione post-industriale nata agli inizi del Novecento.
Chiamata la Amsterdam dell'Adriatico per essere un paio di metri sotto il livello del Misa River, ricevette anche l'appellativo di "Stalingrado de noantri" perchè quella volta che il PCI ottenne il 99,98 % dei voti, il Segretario si dimise e si scatenò una ricerca minuziosa, casa per casa per scoprire chi era lo stronzo che aveva tradito. Si scoprì poi che a votare per DP era stata la moglie del Segretario stesso. L'attività politica del marito la indisponeva dal momento che al posto delle vasche per il corso era costretta a sorbirsi convegni sul tema "Comunismo reale, riformismo e terza via nella Jugoslavia di Tito", con i compagni che, quando andava bene si tiravano i bicchieri.

Borgo Bicchia è formata da l'incrocio di quattro vie, ma non è assolutamente trafficata dal momento che la via più larga misura 80 cm e anche gli Ape Piaggio per percorrerla devono mettersi su un fianco. I nomi delle vie sono tutto un programma, Stalin Road, Lenin Avenue, Primo Maggio Street e Unità Boulevard. In queste vie hanno vita loschi traffici. Racket, usura (soprattutto di pneumatici che strisciano nei muretti), e riciclaggio sono il pane quotidiano anche se in superficie tutto appare tranquillo.

Un bel giorno però in questa "apparentemente" amena frazione arrivano otto Cadillac e tre Limousine nere con a bordo 45 italo-americani in gessato, sigaro in bocca e cappello a falda larga. Dal suo ufficio Scaloni vede il corteo ed esclama verso il suo vice: "Ispettore Gaspatko, c'è un traffico di merda oggi...". Il Gaspatko risponde, "Scaloni nun m'romp l'cazz vedi ch'sto a fa l'cruciverba su la Voce Misena....". Il corteo arrivato sull'Arceviese tenta di immettersi in via del Lavoro (mi pare si chiami così), ma il pensionato Carlo Sperandio urla dalla finestra del suo cesso "Aho ma ndo cazz vulè andà sa chi machinoni, io fò fatiga a bucca dentra la via sa la 127.....".

Le macchine restano parcheggiate in mezzo alla strada e i 45 entrano al circolo a prendersi un drink. Scaloni intuisce qualcosa. Quelle macchine sono in divieto di sosta. Bisogna chiamare il carro attrezzi. Intanto la delegazione di oltreoceano entra nel Circolo "Che Guevara" e ordina 45 whisky & soda. Genoveffa Testoni la barista replica "C'ho sol la gazzosa, la spuma al cedro e l' vino novello. La Fanta è finita e quel testadecazz d'mi marit s'è scurdat da ordinalla.....". Scaloni entra nel Circolo e urla "Di chi cazzo sono queste undici macchine del cazzo in mezzo a questa cazzo di Arceviese...". Il capo delegazione tal Rocky Pappone si avvicina e gli allunga Mille dollari per il disturbo. Scaloni replica "E questi che cazzo sono i soldi del monopoli?". Il cane Billy approfitta della ressa per ordinare un pacchetto di Big Babol e una birra media. All'uscita intanto è arrivato il carro attrezzi, che però è rimasto in panne, tanto che viene caricato su una Limousine e riportato in officina.

Scaloni torna in ufficio. C'è qualcosa che non quadra in tutta la storia. Una delle Cadillac secondo lui aveva la data di scadenza dell'assicurazione contraffatta. L'indagine è affidata a Sid McQuilly con il supporto logistico di Cekk e Scaloni, mentre Gaspatko rimane in ufficio a completare i crucipuzzle di "Enigmistica per tutti" e a fare la guardia al cane Billy intossicatosi con le Big Babol scadute dal 1977. Il McQuilly detto "L'Aquila" si presenta nella villa davanti alla quale sono parcheggiate le vetture americane con giubbotto di pelle nera e parrucca biondo platino per non dare nell'occhio.

Salta con un balzo il cancello di due metri e sedici, ricordandosi durante il balzo di quando al college lo chiamavano "Sotomayor" per le sue doti di atleta nel salto in alto e si intrufola nella casa, dove nell'immenso salone si sta svolgendo un summit ai massimi livelli. Riesce a nascondersi dentro il congelatore e a iniziare la registrazione dell'incontro con il micro registratore prestatogli da Marc Scaloni, fratello dell'ispettore che ha intenzione di pubblicare il podcast dell'intercettazione ambientale su Popinga.

Scopre che Rocky Pappone e Joe Vincesgrassi, boss della mafia di Chicago stanno costituendo un alleanza con la "mafia del Borgo" per l'importazione di un nuovo tipo di droga sintetica ottenuta mescolando Viagra, eccitante per cavalli e anabolizzante per tori, il famigerato Kazzodur. I pensionati americani ne fanno largo uso e ora, anche quelli del Borgo lo richiedono, considerando che l'età media degli abitanti della frazione è di 79 anni. Il McQuilly registra tutto, ma avviene un imprevisto.

Il padrone di casa Michele Bicchia discendente della famiglia fondatrice del Borgo e boss della mala locale si fa prendere dalla foga e urla: "Ok ragazzi ora per festeggiare, una bella cena, Maria, tira fuori i 144 polli dal congelatore.". Un brivido freddo percorre la schiena del McQuilly, che con la ricetrasmittente comprata da Pacenti chiama i due colleghi che nel frattempo si sono addormentati nella 128 coupè di servizio.

Viene scoperto, tirato fuori e lasciato scongelare nel microonde. Una volta scongelato, i malvagi gangsters abusano di lui ripetutamente e lo costringono a ingerire mezzo chilo di Kazzodur (la dose per una persona è un grammo!). Il McQuilly diventa viola in volto, i capelli gli diventano rasta e il pacco si gonfia in maniera preoccupante. Parte come un razzo travolgendo sette o otto gangsters, passa attraverso il vetro della finestra e si incula nell'ordine: Il pittbull di guardia alla villa, la capra del vicino, due galline, Scaloni (sopraggiunto in parrucca rossa per non dare nell'occhio) e Cekk che stavano arrivando tempestivamente a dar man forte e non contento la pensionata Ernestina Navigata di 89 anni e mezzo che alla fine di quello spettacolo pirotecnico gli chiede "Sta a sentì ninin a che ora arpassi dumatina?".

Ovviamente nella villa intervengono i reparti speciali che arrestano tutti e sventano il pericoloso traffico di stupefacenti. Ora il vecchio Borgo può dormire sereno. Quelli del BBPD anche stavolta hanno fatto egregiamente il loro dovere, mettendo al gabbio i malvagi e ristabilendo la legalità. Il McQuilly (scrittore) con questo ultimo romanzo ci ha fatto veramente toccare con mano la difficile vita di un quartiere infestato dalla criminalità organizzata e ci ha descritto in maniera impeccabile, quanto sia "dura" la vita del dectetive in una metropoli come Senigallia.

Svuotate le librerie!!!!


RECENSIONI

"In questo ultimo capitolo della pentalogia il McQuilly si è superato, peccato si sia dimenticato di mettere la freccia e quindi è in contravvenzione!"
Gian Piero Scrota - Polizia Stradale

"Non ho parole..."
Carlo Afono - Il corriere del muto

"Era l'ultimo libro e ora che non ce ne saranno più come faccio ad andare al cesso"
Terenzio Stitico Andante - Falqui News

"A Corinaldo una cosa del genere non sarebbe mai successa, ci conosciamo tutti...."
Gina Serola - Il corinaldese

"Noioso come una presentazione del progetto Portoghesi, scontato come una Complanare, queta volta il McQuilly non mi è piaiciuto....e se non è piaiciuto a me....!"
Daniel Sun - Il Sole 24 minuti



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