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sabato, 31 gennaio 2009
author: quilly @ 18:44
category: modena, montanari, senigallia, nanopolveri, ceresoni, mangialardi
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Iniziamo con l'articolo presente sul Corriere Adriatico di oggi che pubblichiamo integralmente:

A colloquio con Stefano Montanari, l’esperto di polveri sottili chiamato dal comitato anti-complanare
Smog, Ceresoni e Mangialardi in trasferta a Modena


SENIGALLIA – Trasferta modenese per gli assessori Ceresoni e Mangialardi, che l'11 febbraio saranno ricevuti dal professore Stefano Montanari. Il noto scienziato, invitato dal comitato “Versus complanare e non solo”, ha tenuto la settimana scorsa una conferenza sul tema delle polveri sottili e, durante il suo discorso, si è rammaricato del fatto che non vi fosse alcun amministratore a fare gli onori di casa.

“Io mi sono sentito umiliato come componente di questo Comune – è intervenuto l'altra sera in Consiglio comunale, Fabrizio Marcantoni – , quando lo stesso professore si è lamentato dell'assenza degli amministratori”. Una gaffe a cui il Comune ha però posto rimedio. “Il sindaco aveva delegato me – ha replicato Simone Ceresoni –, ma per motivi dell'ultimo minuto non ho potuto partecipare. Ci siamo comunque sentiti per telefono con il professore che mi riceverà nel suo studio di Modena, insieme a Mangialardi”.

La trasferta servirà dunque agli assessori per parlare con l’esperto in nanoparticelle del futuro ambientale di Senigallia in vista della realizzazione della complanare. Durante il suo soggiorno in città il direttore scientifico del laboratorio Nanodiagnostic ha informato il pubblico di San Rocco sui rischi per la salute, in relazione a opere impattanti come la complanare, concepita dentro la città a ridosso di tre scuole ed un ospedale.

L'esperto ha spiegato che le polveri sottili possono restare in sospensione anche per anni e distribuirsi su molti chilometri per diffusione o per trasporto da parte di agenti atmosferici. Possono essere inalate insieme con l’aria e finire nei polmoni, dove restano immutate e dunque non saranno eliminate ma circondate da un tessuto infiammatorio, che può trasformarsi in tessuto canceroso. Parte delle polveri poi cadono al suolo investendo anche le colture vegetali: cibo per l’uomo.


www.corriereadiratico.it


L'altra sera eravamo in centinaia all'auditorium San Rocco alla conferenza del dottor Montanari.
C'erano anche numerosissimi politici ma per una serie di casualità nessuno della maggioranza.
Sono assolutamente certo che Simone Ceresoni abbia avuto un contrattempo dell'ultimo minuto.
Ma gli altri? Il Sindaco aveva spostato Ceresoni in attacco mettendo per una volta Maurizio Mangialardi al centro della difesa e Campanile a rubar palla a centrocampo, ma un infortunio dell'ultimo minuto ha mandato tutto all'aria.
Del resto si sa, nello sport e nella politica tutto si gioca sul filo dei minuti.
Per carità, parlava di salute pubblica un oncologo di fama mondiale, mica Nelson Mandela o Barack Obama.
Io non so se ciò che dice Montanari è verita o sono pure e semplici corbellerie, non ho la competenza tecnica per giudicare, ma sono certo che la presentazione dei suoi studi meritava attenzione.
Invece il silenzio della maggioranza è stato assordante.
Un silenzio talmente rumoroso che è stato ascoltato da tutti.
Tutti si sono accorti che tra il pubblico non spiccavano tailleurs pastello.
Nessuno ha notato cravatte sgargianti in prima fila.
Non c'erano campi di bocce da inaugurare.
Tantomeno si potevano fare piroette sui pattini a San Rocco.
L'assessore Ceresoni era assente ma gli altri assessori e consiglieri di maggioranza?
Non avevano la curiosità di ascoltare quali ricadute potesse avere sulla salute dei cittadini il mega progetto da cento milioni di euro che loro stessi avevano votato?
Non parlava Wanna Marchi, ma un professore che sta conducendo uno studio di concerto con dieci prestigiose università europee e mondiali.
Persino il Ministero della Difesa italiano ha certificato la pericolosità delle Nano Polveri stanziando trenta milioni di euro per le vittime della "Sindrome dei Balcani".
In Kossovo numerosi militari italiani sono stati vittime di tumori, presumibilmente per la continua esposizione a uranio impoverito e nanopolveri.
Il silenzio dell' Amministrazione è stato assordante dicevamo.
Talmente assordante che anche la stampa (incredibile!) ne ha timidamente fatto menzione.
Ecco quindi che si tenta di metterci una pezza.
Gli Assessori Mangialardi e Ceresoni si recheranno a Modena a conferire a quattrocchi con l'accademico.
A San Rocco c'era troppa gente è vero. Molti potrebbero pensare che qualcuno abbia voluto evitare contestazioni da parte dei Comitati, ma noi sappiamo che non è così.
Tutti hanno avuto impegni dell'ultimora, ma ora ci si mette una bella pezza.
I nostri assessori saliranno in macchina (a spese di chi?) come due novelli Thelma e Louise e scorrazzeranno in lungo e in largo per la bassa Padana fino alla città del culatello e di Pavarotti.
Assessori mi raccomando, mettete le cinture andate piano, usate una macchina elettrica o al limite a metano e rispettate i limiti.
Se Maometto non va alla montagna, sarà la montagna che va da Maometto.
Stavolta Maometto e la montagna non si sono incontrati......


Quilly


Thelma-Louise_l
sabato, 24 gennaio 2009
author: quilly @ 05:58
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suora_sexy_domenico

Fine anni '70, inizio anni '80 a Senigallia ha inizio uno dei tormentoni più duraturi, beceri, inossidabili, contagiosi, malvagi, totalizzanti e famosi che la storia cittadina ricordi.
Tra gli adolescenti senigalliesi (ma non solo) parte come una valanga che tutto spazzerà via, la moda di toccare chi ti sta vicino urlando "Tua la sfiga!" o semplicemente "Tua!" al passaggio di queste tre categorie di persone/cose:

-una Prinz (automobile già all'epoca assai antiquata oggi praticamente inesistente)*
-una o più suore (più era vestita di nero e più portava male. Anche il prete a volte era compreso ma assai più raramente.)**
-una o più persone del luogo che notoriamente avevano un' influsso negativo e venivano considerati jettatori.***

Per non ricevere la sfiga la persona vittima del tocco doveva, prima di essere toccato, urlare "Immune!".
Un altra formula era toccare urlando "Tua, immune, senza ritorno!" per non essere ritoccato.
Non era raro camminare per il corso e vedere a fianco di una Prinz parcheggiata in zona o di una sora che transitava di li, gruppi di adolescenti rincorrersi e urlare a raffica "Tua, Tua, Tua" oppure "Immune, immune a vita, immune perpetuo, immune per tutto il giorno".
C'erano anche furiosi litigi perchè molti a volte sostenevano di aver toccato prima che l'altro si fosse immunizzato. Ci sono stati casi di gente che si è fatta male cadendo per sfuggire a un tocco di un amico o amica.

*Riguardo alla Prinz la gravità della sfiga veniva graduata in base al colore. La prinz grigia era una vera calamità naturale, assieme a quella nera. Anche la verde era una bella disdetta. Via via gli altri colori erano meno pericolosi.
C'è chi ha fatto seghino a scuola perchè ha incontrato sulla porta dell'istituto una prinz grigia prima di un compito in classe (non io che non avevo certo bisogno di incontrare una Prinz per prendermi un giorno di vacanza...)

**La gradualità della sfiga emanata dalle suore, invece, era maggiore all'aumentare del colore nero che si portavano addosso e del numero. Se si incontrava una suora comletamente vestita di nero senza neanche un qualcosa di bianco era una tragedia. Se le suore erano in gruppo era ancora peggio. Se le suore erano in macchina pure. Se invece si incontrava una suora in bianco c'era una scuola di pensiero che addirittura le considerava portatrici di "Fortuna". Sono certo che in quel periodo c'è chi ha abbandonato la religione cattolica per aver incontrato una comitiva di preti e suore prima di una partita persa a poker.....

***Nota dolente questa che riguarda adolescenti e adulti del tempo che avevano addosso il marchio della sfiga secondo alcuni.
Costoro venivano (non sto scherzando) emarginati nel vero senso della parola dal resto del branco e ci sono stati casi di depressione ed esaurimento nervoso.
C'è il caso di una ragazza di Senigallia oggi madre di famiglia che venne ghettizzata per lungo tempo fino alle soglie dell'età adulta e non ebbe ricadute psicologiche gravi solo perchè probabilmente in possesso di un carattere forte.

Ancora oggi comunque quando incontro una Prinz o una sora nera mi guardo attorno e sfioro un amico sussurrando piano piano tra me e me "Tua!".....

Se avete aneddoti riguardanti questa moda ormai in disuso da anni postateli!


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venerdì, 23 gennaio 2009
author: quilly @ 06:42
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DSCN0106 (Small)
nella foto Felipe, Nicola Mancini e alcuni attivisti del Mezza Canaja (clicca per ingrandire)

Il Vivere Verde, a Senigallia, è un quartiere residenziale. Condomini ordinati con giardini curati e ampie vie con un grande parco.
Al piano terra di uno di questi condomini, in via Frescobaldi, in quello che una volta era un garage abita (abitava, abiterà?) Felipe Giuli Andres di anni 27 che in questo articolo chiameremo l’Uomo Invisibile.

Chiamati dai ragazzi del Mezza Canaja ci siamo recati ad ascoltare questa storia ai limiti del paradossale.
L’Uomo Invisibile abita da solo da quando ha 18 anni. Ha servito lo Stato Italiano in Afghanistan come incursore della Marina Militare. Di ritorno da quella vacanza ha trovato lavoro in una ditta di Marotta che lavora nel ramo yacht (in nero). La sua residenza è stata per alcuni mesi presso l’hotel Trocadero, poi ha trovato questo nuovo alloggio e vi si è trasferito.

Nel nuovo alloggio però l’Uomo Invisibile non risulta al Comune di Senigallia in quanto non c’è un contratto vero e proprio. La vecchia residenza è decaduta poichè non ci abita più. L’affitto del nuovo alloggio è di 550 euro mensili. Ma il nuovo alloggio è non più di 40 metri quadri con l’umidità ovunque e priva di ogni standard abitativo. Nelle finestre del bagno la muffa fiorisce dalla mattina alla sera e le più elementari condizioni di sicurezza sono assenti.

Ora l’Uomo Invisibile, che non abita più al Trocadero ma che non risulta nemmeno al Vivere Verde ha perso il suo lavoro da idraulico (in nero) e non ha alcuna cassa integrazione, mobilità o sussidio di disoccupazione.
I proprietari in casi precedenti di morosità, come ci ha detto l’Uomo Invisibile, hanno chiamato la Polizia affermando che c’erano degli occupanti abusivi nei loro locali. La Polizia è intervenuta sgomberando l’"appartamento". Non si è però andati a fondo nella questione sembra, altrimenti altri nodi sarebbero venuti al pettine.

L’Uomo Invisibile si è a volte rivolto alle Forze dell’Ordine perchè avrebbe voluto regolarizzare la sua posizione. Sembra gli siano state date risposte del tono di "trovati un’altra sistemazione".
Nicola Mancini del Mezza Canaja ha commentato: "Nella Senigallia che si appresta a varare il polo turistico dell’Area Ex Sacelit a 6.000 euro al metro quadro viene completamente dimenticato il problema abitativo che non riguarda più solo immigrati o persone socialmente disagiate, ma anche cittadini senigalliesi senza alcun disagio sociale. Non si può continuare a ricorrere a provvedimenti tampone di assistenzialismo sociale ma occorre un vero e proprio piano abitativo strutturato."

Sta di fatto che un cittadino di questa città, un cittadino italiano che ha passato due anni della sua vita al servizio dello stato in Afghanistan viene abbandonato al suo destino e diventa Invisibile, in attesa di una risposta da Maurizio Mandolini, Dirigente dei Servizi Sociali del Comune, a cui rivolge un appello.
Da una parte le torri dell’Area Ex Sacelit per i facoltosi turisti, dall’altra persone inesistenti che vivono in un garage e se perdono il lavoro si trovano in mezzo a una strada.
martedì, 20 gennaio 2009
author: quilly @ 06:08
category: calcio, milan, berlusconi, mercato, kakà, manchester city, biscardi
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Finalmente l'incubo è finito. Il campione rimane e il popolo adorante può andare a dormire tranquillo.
"Ho fatto una scelta con il cuore, i soldi non sono tutto nella vita".
Forse è per questo che il giovanotto guadagna nove milioni di euro all'anno.
"Poteva andare a guadagnare il doppio e sistemarsi per tutta la vita", ha gracchiato il presidentissimo Berlusconi.

Peccato che molta Italia, compresa quella precaria, cassaintegrata e piccolo borghese che inneggiava a lui sotto le sue finestre, pensi che per sistemarsi per l'intera esistenza basti una settimana di stipendio del ragazzo di Brasilia che gioca a calcio come un Dio.

Lo sceicco, questa volta non del terrore, che aveva offerto al calciatore quindici milioni di euro all'anno e alla società dai cento ai centocinquantamilioni di euro è dovuto battere in ritirata come probabilmente mai in vita sua.
Stavolta il Milan hanno traballato, anche perchè da quelle parti quando si parla di soldi al posto delle pupille compare la scritta $ come succedeva a Zio Paperone quando fiutava un affare a Paperopoli.

Sappiamo che il palestrato Piersilvio, che si appresta a salire al timone di tutto l'impero tra una trentina d'anni, quando l'augusto padre si ritirerà dagli affari, non è così entusiasta degli oltre centomilioni di euro di debito che la società ha accumulato e questa sarebbe stata un occasione speciale per dare un colpo di spugna definitivo ai "buffi".

Però anche l'immagine conta. E Silvio è uomo orgoglioso.
Con l'ennesimo coup de theatre, ieri sera ha telefonato alla trasmissione di Aldo Biscardi, anziano biscazziere del calcio caduto in disgrazia e ora relegato a bofonchiare in "processi del Lunedì" a Televattelappesca o Telericcione libera.
L'antico fulvo crinito conduttore ha annunciato tremante che c'era il presidente del consiglio in persona desideroso di dare un'annuncio alla nazione.
Per un attimo il collegamento è sembrato cadere e l'Aldone nazionale è diventato terreo. Poi d'improvviso la voce del sovrano ha pervaso l'etere.
Da una qualche villa in giro per l'Italia il sire ha sentenziato: "Data l'antica amicizia che si lega voglio qui annunciare....che Kaka....rimane...al Milan".
Scene di giubilo nello studio. Anziani imbecilli ad esultare, stringere i pugni alle soglie della commozione. Biscardi felice come una pasqua vedeva l'audience raggiungere livelli di una finale mondiale.

Intanto Kakà in finestra sventolava la sua maglia numero 22, piangeva e lanciava l'ambito indumento ai disoccupati, cassaintegrati e precari sottostanti che inneggiavano e ringraziavano.
Scene da un'Italietta da dimenticare. Poco importa che Bankitalia abbia annunciato per il prossimo anno un Pil giù del 2% e che Tremonti abbia fatto spallucce. Chissenefrega se nel 2009 i disoccupati aumenteranno di qualche milione di unità. Qual'è il problema se molte aziende chiuderanno e ci sarà un massiccio ricorso alla Cassa Integrazione. Piangiamo di gioia, Kakà rimane con noi. C'è mancato poco che qualche TG lanciasse edizioni straordinarie, o magari è successo e io me le son perse. Forse anche a Gaza, se qualche televisore è rimasto integro, hanno pianto di gioia. Il Milan conta tifosi anche da quelle parti. Sono convinto che pure nelle favelas brasiliane si è ballato il samba all'annuncio.

"E' stata una scelta anche spirituale, il giocatore è molto religioso".
Accontentati anche i prelati e i monsignori. Una slisciata di pelo anche all'Italia bigotta e clericale non fa mai male.
Tutto rimane come prima anche se i cento milioni avrebbero fatto comodo mannaggia.
Non pensiamoci però. Quel che conta è che il campione sia qui e che i tifosi per un attimo guardando verso quella finestra ai piani alti dimentichino di guardare la merda che ormai è arrivata a due centimetri dal loro mento.
Panem et circensis.
"Habemus Kakà" e andiamo a letto felici.

Quilly
lunedì, 19 gennaio 2009
author: quilly @ 06:12
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scalone
clicca per ingrandire

Clamoroso! Tra le opere d'arte trafugate a Palazzo Gherardi compare anche questa tela quivi raffigurata.
Il comandante del nucleo dei Carabinieri per la tutela del Patrimonio culturale dott. Gaspare Sciuto ha esclamato: "Già prima mettevamo tutto l'impegno possibile per la cattura dei malviventi che avevano trafugato queste crost.....ehm pardon queste opere di inestimabile valore storico-culturale. Ora che sappiamo esserci anche quest'ultimo ritratto il nostro impegno raddoppierà. A proposito sapete se Kakà è andato al Manchester City?".
Il quadro ottocentesco del noto pittore Tazio Scacciacani detto "L'imbriagon" della scuola neo-radical chic raffigura il nobile patrizio Scalone degli Scaloni e si intitola "Ritratto di nobiluomo sorridente - Ma che cazz' c'avrà da rid?".
Sdegno è stato espresso anche dai rappresentanti di tutte le forze politiche. Un rappresentante della lista civica Fabio Demagogo ha urlato ai microfoni di Telemarket  "Rivogliamo quel quadro. Al caffè Centrale durante le nostre riunioni-bicchierate ci starebbe benissimo".
Comunque chi dovesse ritrovare quest'opera di immenso valore da qualche rigattiere o in qualche mercatino di seconda mano è pregato di telefonare al 334-6133420 ore pasti e chiedere di GianFranco.

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