Alcuni giorni fa ho scritto a Luca Mercalli, metereologo della trasmissione televisiva "Che Tempo Che Fa", condotta da Fabio Fazio.Ho scritto a Mercalli perchè lo ritengo una delle poche persone che ultimamente in televisione dice cose sensate.
Oltre a prevedere piogge e sole infatti, a volte parla anche di energia, raccolta differenziata, polveri sottili e tratta altri temi riguardanti ambiente ed ecologia.
Mi trovo sempre daccordo con le sue tesi e lo seguo molto, per questo alcuni giorni fa ho deciso di scrivergli una mail per informarlo del Movimento Lento Ciclabile Senigalliese e per chiedergli un parere a riguardo.
Non pensavo mi rispondesse in così breve tempo, anzi a dire il vero non pensavo mi rispondesse proprio.
Invece la risposta è arrivata e non è la solita mail preconfezionata.
Comunque bando alle ciance se volete leggerla la trovate qui sotto.....
Cari Amici di Senigallia,
conosco bene la vostra bellissima città d'arte che sempre mi rimanda ai versi danteschi del Canto XVI del Paradiso:
Se tu riguardi Luni e Orbisaglia
come sono ite, e come se ne vanno
di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia,
udir come le schiatte si disfanno
non ti parrà nova cosa né forte,
poscia che le cittadi termine hanno.
Le vostre cose tutte hanno lor morte,
sì come voi; ma celasi in alcuna
che dura molto, e le vite son corte.
Sono versi di grande attualità, perchè in questa nostra epoca di
presunta onnipotenza tecnologica ed economica, pervasa da un progresso motorizzato che sembra voler passare sopra a ogni cosa, ricordare che le "cittadi termine hanno" è ancor più vero di quanto fosse 8 secoli fa:
basterebbe chiudere i rubinetti del petrolio e fermare le centrali elettriche e ciò avverrebbe in pochi giorni!
Riflettere oggi su queste parole permetterebbe di essere meno arroganti e ritrovare una dimensione più equilibrata sia nei confronti di una mobilità ormai parossistica sia nell'uso forsennato delle risorse
naturali che non sono infinite.
Siamo molto più fragili di quanto la pubblicità dichiari con i suoi
falsi miti. Ma possiamo diventare più forti e più autonomi facendo più
conto sulle nostre risorse locali e utilizzandole con saggezza e
moderazione.
Piedi, due ruote, treni a velocità normale purchè certa, pannelli
solari, efficienza energetica degli edifici, riduzione della produzione
di rifiuti e differenziazione di quelli che restano, salvaguardia del
paesaggio e lotta alla cementificazione selvaggia, agricoltura locale...
Questo non è nè ecologismo, nè ambientalismo. E' semplicemente cura per il proprio territorio e il proprio futuro. Mio nonno lo chiamava buon senso.
In una città dalle modeste dimensioni come Senigallia, riprendere
improvvisamente coscienza di queste semplici regole è più facile che in
una metropoli.
Provateci, e mostrate agli altri che la strada c'è, basta sceglierla.
Luca Mercalli







