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mercoledì, 31 ottobre 2007
author: quilly @ 18:48
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Gentiloni oltre non avere fatto nulla per due anni nel settore delle telecomunicazioni in Italia, ora vuole pure regalare il Wimax alle grandi compagnie telefoniche.

Era una grande possibilità per avere la Banda larga senza fili a un prezzo politico......poveri llusi!

mercoledì, 31 ottobre 2007
author: quilly @ 10:44
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halloweenEbbene sì Halloween mi sta un po' sul culo.......perchè?

Perchè sono visceralmente antiamericano.....

Perchè sono cresciuto andando a chiedere le uova nelle case a Carnevale......

Perchè speravo che Halloween facesse la fine del McDonald.....

Perchè le zucche vuote non sono solo quelle di Halloween.......

Perchè sono per la conservazione degli usi, costumi e tradizioni locali........

Perchè tra un po' mangeremo anche il tacchino nel giorno del Ringraziamento, ma non mangeremo più il panettone a Natale e l'UOVO a Pasqua........

Perchè odio i film dell'orrore......

Perchè il 31 ottobre è stato il giorno più brutto della mia vita.......

Perchè l'America è un sogno che può diventare un incubo..........

Perchè adesso anche Corinaldo diventa un posto da Vip.........

Perchè Halloween non fa per noi.........

Perchè per certe stronzate tocca esserci tagliati.............

Perchè hanno sterminato i nativi indiani, massacrato i civili afghani e irakeni, vogliono colonizzare culturalnmene noi e nonostante tutto c'è chi dice che sono portatori di democrazia.......

Perchè mia figlia (quella grande) ha voluto il cappello da strega..........

Perchè mia figlia quella piccola non mi ha dato tregua, e le streghe le ho viste stanotte.......

Perchè Halloween è una festa troppo carina, ma sono arrivati prima loro ed è giusto che la tengano......

Perchè sono italiano e orgoglioso di esserlo....nonostante tutto.........

Perchè non vedo l'ora di andare in America a fare un coast to coast........

Perchè........non c'è un perchè è così e basta.....

P.S. A proposito di America ero rimasto indietro con Beautiful. Ci sono nuovi sviluppi nella trama:

Il figlio di Eric e Brooke si è invaghito della figlia di Ridge che è il suo patrigno ma anche il suo fratellastro......Brooke ha un figlio che vuole andare con la moglie di suo marito...Eric ha un figlio che vuole andare con sua nipote...Ridge ha un fratello che vuole andare con sua figlia, ma allo stesso tempo è anche il suo figliastro.......Il fatto è che mi pare che sto ragazzo si chiama Eric pure lui......O forse Ric.....Comunque ragazzo ti do un consiglio.........Inculati Stephanie almeno fai un po' di pratica.....anche se è tua nonna e la tua matrigna voi siete abituati......

E' ora di finirla RIPETO E'ora di finirla!!!!

lunedì, 29 ottobre 2007
author: quilly @ 19:58
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cumenda zampetti (guido nicheli)

Addio Zampetti
"cummenda della Terza C"

Guido Nicheli

È morto l'attore Guido Nicheli
GIULIA ZONCA
MILANO
L’attore Guido Nicheli è morto ieri all’ospedale di Desenzano del Garda per un ictus. Era celebre come «il Zampetti», il cummenda milanese per antonomasia, personaggio che ha fatto la sua fortuna con tanto di fans club.

Guido Nicheli è riuscito a morire senza invecchiare, perché i cummenda hanno da sempre la stessa indefinita mezza età, sono stempiati da anni e hanno la parlata finto giovanile che toglie coordinate: «Hei animali, levate l’ancora, do you understand?». Parlava così, anche fuori copione perché le battute gliele hanno scritte addosso e le sapeva portare, con quell’accento lombardo diventato dopo di lui un modo di essere, un concentrato di Anni Ottanta che ha resistito al politicamente corretto.

Il Dogui se ne è andato ieri, colpito da un ictus, il commendator Camillo Zampetti ha dato il suo addio in Vita Smeralda, uscito la scorsa estate, la sua stagione. È comparso, per tutti, dentro Ecceziunale veramente, nel 1982. Ancora senza nome, nel cast è semplicemente definito «uno snob» e chiede a Boldi, che sta dietro il bancone del bar: «Due ana, capito? Due ana, due analcolici, dai vieni giù dalla pianta». Il tipo che non sai se odiare o prendere per i fondelli, talmente sopra le righe da non essere mai considerato sul serio: arricchito, razzista, donnaiolo e ignorantello, ma abbastanza viveur da saper citare Françoise Sagan, come succede in Sapore di mare. Se la cava sempre, il proprietario della «fabbrichetta» che non legge i libri, ma le quarte di copertina e bastano per stare in società. Quello che «ho mandato la moglie, la titolare, a sgonfiarsi in clinica» e si presenta con amante al seguito, troppo appariscente per dare fastidio. Virna Lisi, che in Sapore di mare l’aveva sposato, cerca di fargli ricordare i tempi dell’amore in macchina e lui: «Ma cosa avevo? Un Alfone 1900 o l’Aurelia Spider? No, la Porsche, auto di grande libidine». E lei si gira dall’altra parte, perché non c’è altro da fare. Come lo zittisci uno che tanto non ascolta, che vive in una dimensione a parte dove a tutti, almeno una volta, è capitato di stare: sdraiati a bordo piscina, con l’aperitivo in mano e le olive a fianco, circondati da un lusso posticcio da vorrei ma non posso. Zampetti è la Milano da bere che va in vacanza a Cortina d’inverno e in Costa Azzurra d’estate, con qualche fine settimana a Forte dei Marmi. E quando i cummenda si sono apparentemente estinti, lasciando il posto a signorotti più tronfi ed eleganti, che avevano pure bisogno di darsi un tono con conversazioni intellettuali, lui è rimasto lì. Con i pantaloni rossi e l’istinto di maltrattare i camerieri.

Il Dogui vero viveva vicino a Brescia, ma spesso lui e il suo soprannome da Salone del mobile giravano in qualche locale milanese, con il giubbotto scamosciato che si usa solo lì e tutti a chiedergli di rifare il papy della Terza C, il papà di Sharon Zampetti, bellona classica e bionda «la più carina, la più cretina», come ha cantato Venditti. Con quel telefilm è finito nei fan club, su You Tube ed è arrivato all’ultima generazione, quindicenni che lo imitano: «Dai ordine al tuo shangay di muoversi che devo dare il benvenuto nella splendida cornice», un vocabolario in bilico tra maleducazione e stupidità. Però restava a galla, in qualche modo inspiegabile risultava simpatico.

Nicheli si è tenuto il suo personaggio appiccicato, gli ha dato il successo e gliene era grato, non si sforzava mai di dimostrarsi diverso da quello stereotipo e anche se una volta, grazie a Dino Risi, ha ceduto alla prova d’attore con un ruolo drammatico in Lo scemo di guerra, è subito tornato alla vita da cummenda. Fino all’ultimo attracco in barca: «Lasciate spazio, io è dal ‘52 che pascolo qui».

ARTICOLO TRATTO DALLA STAMPA.IT

 

domenica, 28 ottobre 2007
author: quilly @ 14:33
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Ho sempre avuto, fin da quando ero bambino problemi intestinali.

Non so se i miei problemi siano da imputare al troppo mangiare o al mangiare troppo velocemente, ma questi problemi ce li ho sempre avuti da che mi ricordi.

A volte siamo in giro da qualche parte e sento gli amici dire: "Devo andare in bagno ma mi trattengo, la faccio a casa".......

Per me è impossibile. Se mi scappa la devo fare, nel giro di mezzora altrimenti sono guai grossi, per me e per chi mi sta intorno.

A volte poi i dolori di pancia sono talmente improvvisi e lancinanti che nel giro di dieci, quindici secondi, se non c'è un water in zona mi devo adattare alla bisogna, anzi ai bisogni.

Questo nella mia vita mi ha messo in imbarazzo non poche volte.

Come minimo in quattro occasioni ho dovuto fare delle vere e proprie acrobazie cagatorie che ora vi vado a raccontare.

La prima volta fu tanti anni fa, circa venti.

Tornavo a casa di notte, d'estate dal Florida.

Ero sul mio motorino, un Si blu di mia nonna.

Dovevo andare a Marotta e pur essendo d'estate all'una di notte era abbastanza freddino.

Arrivato all'altezza del Molinello mi attanagliò una sdolorata di panza di quelle con i secondi contati.

Nei pressi della pista di pattinaggio del Molinello, lo stronzo faceva già cucù e io non ne potevo più dal dolore.....Decisi di precipitarmi dalla parte opposta della pista dove c'era un fitto cespuglio. Lasciai il motorino a terra, corsi come un forsennato attraverso la pista e quando fui proprio al centro della pista stessa ebbi la fitta all'addomme che mi inchiodò sul posto.

A quel punto o cagavo nei calzoni o in mezzo alla pista. Scelsi la seconda ipotesi. Il faro ancora acceso mi illuminava. In giro non c'era nessuno e in sei secondi netti asfaltai la pista con un paio di chili di rifiuto organico.

Il giorno dopo ripassai di li e qualcuno aveva provveduto a rimuovere il totem.

Un altra volta andavo al mercato a Pergola con mio padre.

All'altezza di San Lorenzo in campo cominciai a sentire i primi dolorini.

Sapevo cosa sarebbe successo di li a poco e dissi a mio padre che sicuramente ci saremmo dovuti fermare prima di arrivare a destinazione.

Non fece neanche in tempo a dirmi di non fare lo stronzo che lo stronzo lo stavo per fare per davvero dentro il furgone.

Cacciai un urlo implorando di fermarsi, lui rallentò e ancora prima che si fermasse del tutto mentre albeggiava in un giugno stupendo, saltai il fosso e mi avventurai correndo con i pantaloni tirati giù in mezzo a un campo di meravigliosi girasoli.

Mi sedetti nella tipica posizione defecatoria e con rumori vari partorii il bambino.......Rilassato e felice coi primi raggi del sole che mi accarezzavano il viso e con mio padre attonito al volante del furgone qualche decina di metri più in là, provai un sollievo paragonabile all'orgasmo sessuale, o al bagno caldo dopo la bufera di neve.

Alzai la testa per godere del cielo azzurro e vidi dalla finestra della casa vicina, un tale probabilmente affacendato nella mia stessa faccenda che mi scrutava imperturbabile.

Sembrava che ogni mattina che si affacciava alla finestra non vedesse altro che tizi scendere di corsa dalle macchine e andare a cagare nel suo campo.

Mi guardava come si guardano delle mucche al pascolo o i gabbiani volare sul mare.

In fondo ero in perfetta simbiosi con la natura. Tutti i cibi ingeriti il giorno prima ritornavano nel ciclo naturale, nell'ecosistema.

Feci un cenno con la testa come per dire "Cosa ci posso fare mica posso cagarmi addosso".....Quello manco per il cazzo......Forse era cieco....

Ci fu un giorno in cui invece ero a marina vecchia di mattina con la macchina.

Solita sdolorata. Solita presa d'atto che non avrei potuto raggiungere niente che assomigliasse a un cesso.

Solita corsa e salto del muretto con atterraggio sulla spiaggia.

Non guardo niente, giù i calzoni sotto la frusta sferzante della bora di gennaio e via andare.

Faccio il mio dovere di dissenterico alzò gli occhi solo dopo che mi sono sincerato di non essermi cagato addosso e vedo un tale con un cane che mi guarda.

Questo mi guarda con schifo. Io lo guardo a mia volta. Sembra mezzogiorno di fuoco.

Penso...se mi dice qualcosa gli tiro la merda in faccia. E poi che cazzo vuole chissà quante volte il suo cane ha cagato in giro, e lui tra l'altro non ha neanche mutande e pantaloni.....

Lo vedo che vorrebbe dirmi qualcosa ma mi vede accigliato (non perchè sono incazato ma perchè sono sotto evidente sforzo)......allarga le braccia e prosegue.

Ho fatto una figura di merda in tutti i sensi, ma tant'è ho salvato gli indumenti.

L'ultima volta accadde l'anno scorso in settembre.

Sono a casa mia. Vado in garage (io abito al sesto) , e mi prende la sdolorata de panza.

Provo a ritirarmi nei miei appartamenti. Arrivato però all'angolo di casa capisco che non riuscirò a guadagnare l'ascensore e che se anche lo guadagnassi probabilmente ci cagherei dentro, e sarebbe un guaio.

Quelli del mio palazzo sono degli iperordinati che non mi vedono di buon occhio poichè io sono l'opposto.

Ritorno in garage. Sono le nove del mattino di domenica.

Devo farla entro sei secondi altrimenti è un macello.

In un angolo del garage vedo un sacco nero dei rifiuti. Lo prendo lo apro mi ci metto seduto sopra e lascio andare i miei addominali.

Se arriva Mario il mio coinquilino di garage, non so cosa succederà.

Riesco a fare tutto nel giro di un minuto. Mi accorgo però che il sacco pesa troppo per essere tutta roba mia. Guardo dentro e la busta è piena di giocattoli del mare di mia figlia. La stagione è appena finita e mia moglie ha pensato bene di mettere il tutto dentro un sacco dell'immondizia.

Certo non avrebbe mai creduto che qualcuno lo avrebbe preso per evacuare però poteva scegliere una busta di un altro tipo.

Comunque ormai è andata. Getto pesciolini, stampini, secchielli e palette nel cassonetto insieme a un po di cacca.

L'anno dopo quando inizia la stagione estiva mia moglie trascorre una settimana buona a cercare la busta coi giochi.

Quando si arrende le dico "Vedi sei sempre la solita quando metti a post te nun s'artrova mai nient!!!".

sabato, 27 ottobre 2007
author: quilly @ 23:04
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Uno dei video più divertenti che ci siano su YouTube......"La filastrocca di Spaccialbelli"....

Imperdibile!!!

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