Ho sempre avuto, fin da quando ero bambino problemi intestinali.
Non so se i miei problemi siano da imputare al troppo mangiare o al mangiare troppo velocemente, ma questi problemi ce li ho sempre avuti da che mi ricordi.
A volte siamo in giro da qualche parte e sento gli amici dire: "Devo andare in bagno ma mi trattengo, la faccio a casa".......
Per me è impossibile. Se mi scappa la devo fare, nel giro di mezzora altrimenti sono guai grossi, per me e per chi mi sta intorno.
A volte poi i dolori di pancia sono talmente improvvisi e lancinanti che nel giro di dieci, quindici secondi, se non c'è un water in zona mi devo adattare alla bisogna, anzi ai bisogni.
Questo nella mia vita mi ha messo in imbarazzo non poche volte.
Come minimo in quattro occasioni ho dovuto fare delle vere e proprie acrobazie cagatorie che ora vi vado a raccontare.
La prima volta fu tanti anni fa, circa venti.
Tornavo a casa di notte, d'estate dal Florida.
Ero sul mio motorino, un Si blu di mia nonna.
Dovevo andare a Marotta e pur essendo d'estate all'una di notte era abbastanza freddino.
Arrivato all'altezza del Molinello mi attanagliò una sdolorata di panza di quelle con i secondi contati.
Nei pressi della pista di pattinaggio del Molinello, lo stronzo faceva già cucù e io non ne potevo più dal dolore.....Decisi di precipitarmi dalla parte opposta della pista dove c'era un fitto cespuglio. Lasciai il motorino a terra, corsi come un forsennato attraverso la pista e quando fui proprio al centro della pista stessa ebbi la fitta all'addomme che mi inchiodò sul posto.
A quel punto o cagavo nei calzoni o in mezzo alla pista. Scelsi la seconda ipotesi. Il faro ancora acceso mi illuminava. In giro non c'era nessuno e in sei secondi netti asfaltai la pista con un paio di chili di rifiuto organico.
Il giorno dopo ripassai di li e qualcuno aveva provveduto a rimuovere il totem.
Un altra volta andavo al mercato a Pergola con mio padre.
All'altezza di San Lorenzo in campo cominciai a sentire i primi dolorini.
Sapevo cosa sarebbe successo di li a poco e dissi a mio padre che sicuramente ci saremmo dovuti fermare prima di arrivare a destinazione.
Non fece neanche in tempo a dirmi di non fare lo stronzo che lo stronzo lo stavo per fare per davvero dentro il furgone.
Cacciai un urlo implorando di fermarsi, lui rallentò e ancora prima che si fermasse del tutto mentre albeggiava in un giugno stupendo, saltai il fosso e mi avventurai correndo con i pantaloni tirati giù in mezzo a un campo di meravigliosi girasoli.
Mi sedetti nella tipica posizione defecatoria e con rumori vari partorii il bambino.......Rilassato e felice coi primi raggi del sole che mi accarezzavano il viso e con mio padre attonito al volante del furgone qualche decina di metri più in là, provai un sollievo paragonabile all'orgasmo sessuale, o al bagno caldo dopo la bufera di neve.
Alzai la testa per godere del cielo azzurro e vidi dalla finestra della casa vicina, un tale probabilmente affacendato nella mia stessa faccenda che mi scrutava imperturbabile.
Sembrava che ogni mattina che si affacciava alla finestra non vedesse altro che tizi scendere di corsa dalle macchine e andare a cagare nel suo campo.
Mi guardava come si guardano delle mucche al pascolo o i gabbiani volare sul mare.
In fondo ero in perfetta simbiosi con la natura. Tutti i cibi ingeriti il giorno prima ritornavano nel ciclo naturale, nell'ecosistema.
Feci un cenno con la testa come per dire "Cosa ci posso fare mica posso cagarmi addosso".....Quello manco per il cazzo......Forse era cieco....
Ci fu un giorno in cui invece ero a marina vecchia di mattina con la macchina.
Solita sdolorata. Solita presa d'atto che non avrei potuto raggiungere niente che assomigliasse a un cesso.
Solita corsa e salto del muretto con atterraggio sulla spiaggia.
Non guardo niente, giù i calzoni sotto la frusta sferzante della bora di gennaio e via andare.
Faccio il mio dovere di dissenterico alzò gli occhi solo dopo che mi sono sincerato di non essermi cagato addosso e vedo un tale con un cane che mi guarda.
Questo mi guarda con schifo. Io lo guardo a mia volta. Sembra mezzogiorno di fuoco.
Penso...se mi dice qualcosa gli tiro la merda in faccia. E poi che cazzo vuole chissà quante volte il suo cane ha cagato in giro, e lui tra l'altro non ha neanche mutande e pantaloni.....
Lo vedo che vorrebbe dirmi qualcosa ma mi vede accigliato (non perchè sono incazato ma perchè sono sotto evidente sforzo)......allarga le braccia e prosegue.
Ho fatto una figura di merda in tutti i sensi, ma tant'è ho salvato gli indumenti.
L'ultima volta accadde l'anno scorso in settembre.
Sono a casa mia. Vado in garage (io abito al sesto) , e mi prende la sdolorata de panza.
Provo a ritirarmi nei miei appartamenti. Arrivato però all'angolo di casa capisco che non riuscirò a guadagnare l'ascensore e che se anche lo guadagnassi probabilmente ci cagherei dentro, e sarebbe un guaio.
Quelli del mio palazzo sono degli iperordinati che non mi vedono di buon occhio poichè io sono l'opposto.
Ritorno in garage. Sono le nove del mattino di domenica.
Devo farla entro sei secondi altrimenti è un macello.
In un angolo del garage vedo un sacco nero dei rifiuti. Lo prendo lo apro mi ci metto seduto sopra e lascio andare i miei addominali.
Se arriva Mario il mio coinquilino di garage, non so cosa succederà.
Riesco a fare tutto nel giro di un minuto. Mi accorgo però che il sacco pesa troppo per essere tutta roba mia. Guardo dentro e la busta è piena di giocattoli del mare di mia figlia. La stagione è appena finita e mia moglie ha pensato bene di mettere il tutto dentro un sacco dell'immondizia.
Certo non avrebbe mai creduto che qualcuno lo avrebbe preso per evacuare però poteva scegliere una busta di un altro tipo.
Comunque ormai è andata. Getto pesciolini, stampini, secchielli e palette nel cassonetto insieme a un po di cacca.
L'anno dopo quando inizia la stagione estiva mia moglie trascorre una settimana buona a cercare la busta coi giochi.
Quando si arrende le dico "Vedi sei sempre la solita quando metti a post te nun s'artrova mai nient!!!".